Sabato sera Patrick Zaki aveva attaccato la Juventus sui social. “Due cartellini rossi. Stanno ancora pagando. Forza Bologna“. Lo studente egiziano, noto sostenitore dei rossoblù, voleva evocare inevitabilmente Calciopoli e il terremoto calcistico del 2006 che portò alla retrocessione dei bianconeri. Al suo tweet è seguito un lungo post su Facebook in cui lo stesso Zaki, colpito dai molti messaggi d’odio piovuti sulla sua bacheca, ha voluto rivendicare il suo diritto alla libertà d’espressione: “Sinceramente non capisco come questa escalation sia stata così rapida e perché dopo due anni di silenzio vengo attaccato dalle stesse persone che una volta mi sostenevano, solo perché ho detto la mia opinione sulla partita. Non volevo offendere nessuno con le mie parole e accetto il diritto di ogni persona di esprimere la propria opinione, spero solo che le persone mi lascino esercitare il mio diritto fondamentale di dire la mia opinione su una partita. Se non posso dire la mia sul calcio senza essere attaccato, non sono sicuro di come dovrei recuperare la mia voce in questioni più importanti”.
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