Virtus, Pajola: "La stagione sarà massacrante e servirà l'aiuto di tutti. Giocare l'Eurolega è un altro sogno che..."

Ecco un'intervista a tutto tondo del playmaker della Virtus ora impegnato con la Nazionale azzurra in vista di Euro 2022

Scritto da Andrea Riva  | 
Alessandro Pajola (Foto Virtus Bologna)

Il playmaker della Virtus Bologna e della Nazionale azzurra Alessandro Pajola ha rilasciato un'intervista al “Corriere di Bologna”, dove sono stati toccati vari argomenti: di seguito ecco le sue parole.

VACANZE: “Ho fatto una settimana in Grecia con la mia fidanzata. Non mi lamento: il basket è il mio lavoro, ma resta anche un divertimento.

STANCHEZZA: “Qualche volta mi capita di sentirmi un po’ stanco, ma fa parte del gioco non farci caso. Non vivo tutti questi impegni come un sacrificio. Ho 22 anni e credo che qualsiasi ragazzo della mia età farebbe volentieri lo stesso al mio posto. Se non ora, quando”.

NBA: "È ancora un ricordo fresco, una di quelle esperienze che arricchiscono anche culturalmente, oltre che cestisticamente. Ma come dissi appena tornato, l’NBA è un bel sogno, ma non certo un’ossessione. Vivo nel presente".

MANNION: “Ci siamo ritrovati in azzurro e abbiamo parlato molto. Io so bene i problemi molto pesanti che ha avuto lui l’anno scorso. L’ho visto lavorare bene, tonico, pronto per il tour de force che ci aspetta. Siamo giovani, aspettateci.

MERCATO VIRTUS: “Conoscevo abbastanza Mickey, Bako lo ricordo in Final Four di Champions 2019. Di Lundberg ne parlava benissimo Daniel (Hackett) che era con lui al Cska. Ojeleye l’ho visto in tv. In generale mi sembrano ottimi acquisti, poi sappiamo che la stagione sarà massacrante e servirà l’aiuto di tutti. Ma il talento c’è, la profondità pure”.

TEODOSIC OUT CON LA SERBIA: Sorpreso, sapendo anche che lui alla Nazionale ci ha sempre tenuto molto. Pensavo di vederlo al torneo di Amburgo venerdì, poi non so cosa sia successo e non mi permetto di dar giudizi. Meglio per la Virtus se si riposa? Forse sì, ma chi lo sa".

EUROLEGA: "Intrigante. Giocare così spesso e contro avversari così forti, facendo in pratica due campionati contemporaneamente, credo sia una cosa che si impara solo facendola, seguendo soprattutto l’esempio dei veterani. Un altro sogno che si avvera. Ma una cosa per volta”.


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