È evidente che il nuovo Roberto Soriano paghi prima di tutto il cambio di ruolo. Giocare trenta metri più indietro non è un dettaglio trascurabile. Non è un caso se oggi il classe ’91 è fermo al palo mentre lo scorso campionato lo chiuse a nove reti e di questi tempi aveva già segnato sei volte. Due espulsioni, un nervosismo che traspare, una leadership a intermittenza e se un anno fa provava a inseguire l’Europeo, oggi è evidente che l’azzurro gli sia precluso. Nel frattempo, sulla sua strada, ha incontrato un altro ostacolo, la stanchezza. Inevitabile, giocando sempre. La coperta è corta, se l’obiettivo è arrivare a ridosso delle prime sette.
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