Perché il Bologna ha preso Ibrahim Sulemana, l'analisi. Bologna Sport News (Photo by Marco Luzzani/Getty Images Via OneFootball)
Il Bologna chiude per il centrocampista dell’Atalanta. Tornerà utile a Vincenzo Italiano? Scopriamolo insieme
Il mercato in entrata del Bologna, stando anche a quanto aveva detto Di Vaio, sembrava chiuso e invece la società ha sorpreso tutti prendendo Sulemana dall’Atalanta. L’operazione è stata chiusa sulla base del prestito oneroso a 1 milione con diritto di riscatto fissato a 11. Il centrocampista ghanese classe 2003 andrà dunque a rinforzare la mediana degli emiliani. Sarà stata la scelta giusta? Proviamo a rispondere a questa domanda, effettuando un’analisi chiara, evidenziando anche profilo e caratteristiche del giocatore.
Dopo aver inseguito per alcune settimane i profili di Nicolussi Caviglia (sbarcato poi alla Fiorentina) e Asllani (nuovo giocatore del Torino), il Bologna ha ottenuto il tanto agognato quinto centrocampista, seppur con caratteristiche totalmente differenti dei due sopracitati. Infatti Sulemana è un centrocampista più dinamico e meno dotato di geometrie, ma predispone di mezzi fisici molto importanti.
Il classe 2003 ghanese risulta essere congeniale per il pressing asfissiante proposto da Italiano: ha gamba, ritmo e intensità, tutti requisiti fondamentali per entrare a far parte della mediana rossoblù. La lacuna da colmare rimane, a dovere di cronaca, quella del vice Freuler, seppur sia vero che Ferguson stia da tempo aiutando lo svizzero in fase di costruzione di gioco; non è utopico quindi pensare che possa anche sostituirlo in caso di necessità.
Idealmente quindi Sulemana andrà a giocare al fianco di uno dei due fedelissimi appena menzionati (a seconda della partita). Nel corso della sua esperienza in Serie A ha mostrato oltretutto doti balistiche piuttosto interessanti e le due reti segnate nella passata stagione con l’Atalanta ( contro Roma e Genoa) lo testimoniano.
Il suo acquisto, peraltro, risulta essere perfettamente in linea con l’idea del club di puntare su giovani di talento da far crescere. I presupposti per far bene ci sono tutti: ora sarà il campo a dire se effettivamente è stata la mossa giusta per il Bologna.
Per via dell’elevata concorrenza a Bergamo, nella passata stagione ha collezionato appena 10 presenze fra tutte le competizioni, ma è riuscito comunque a mettersi in mostra mettendo a referto 2 reti. Nelle esperienze precedenti, rispettivamente a Verona e Cagliari, ha giocato con maggiore continuità. Ventuno presenze con 2 gol all’attivo con i sardi, 16 presenze senza reti con gli scaligeri. Ora avrà modo di mettersi in mostra sotto i Portici. Chissà che alla quarta esperienza in Italia non possa arrivare la definitiva consacrazione per il ragazzo classe 2003…
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