Zauli a BSN : "Nonostante il momento, vedo un Bologna comunque vivo" - ESCLUSIVA (Ansa Foto) - BolognaSportnews
L’ex fantasista che ha vestito la maglia rossoblù sia in A che in B agli anni 2000 parla del momento che sta attraversando la formazione di Italiano.
La classe e l’eleganza non gli non sono mai mancate. La sua sfortuna è stata quella d’essere nato troppo presto e di aver vissuto un calcio che l’ha messo a confronto con tantissimi fuoriclasse nel ruolo del trequartista, che è sempre stato delicato perchè hai la responsabilità di creare, d’inventare e decidere con una giocata una partita. Che si tratti di farlo da solo, mettendo in atto un vero e proprio egoismo, oppure mettendosi a disposizione per i compagni di squadra un concetto di altruismo, che non fa mai male, è un altro discorso.
Tre sono state le stagioni vissute a Bologna da Lamberto Zauli (una in Serie A, due in B), in cui è sempre mancato quel tocco finale per renderle straordinarie. Quel qualcosa in più, che lui è sempre stato in grado di garantire alle squadre di cui ne ha fatto parte. In maglia rossoblù, durante 2001/02, Zauli insieme al resto della compagnia furono protagonisiti di un campionato importante.
Una storica qualificazione in Champions League e anche quella in Coppa Uefa che per il Bologna sfumò per la sconfitta di Brescia, in quel famoso cinque maggio in cui la Lazio sconfisse l’Inter all’Olimpico, facendogli perdere lo scudetto e negando la possibilità alla formazione allora allenata da Francesco Guidolin di centrare almeno l’approdo alla seconda competizione europea più importante per club.
Alla fine fu settimo posto, che culminò con l’ingresso nella Coppa Intertoto, che il Bologna disputò l’estate successiva, fino a raggiungere la doppia finale persa contro il Fulham. Zauli che decise di ritornare nella società bolognese quattro anni dopo, disputando un campionato e mezzo in B, con le gestioni di Andrea Mandorlini e Renzo Ulivieri, senza riuscire a centrare il salto nella massima serie.
Da disoccupato di lusso, adesso Lamberto sta seguendo l’andamento stagionale dei bolognesi, che da un mese e mezzo a questa parte hanno accusato una flessione, culminata con la sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli e dall’aver messo a rischio un piazzamento europeo in campionato, nonostante il Bologna si trovi ancora al settimo posto in classifica, con un quarto di finale di Coppa Italia da disputare ai primi di febbraio contro la Lazio al Dall’Ara e con il sogno, sempre vivo nel cuore del tifoso bolognese, chiamato Europa League dove sono rimaste due partite da giocare nella fase campionato (Celtic in casa, Maccabi Tel Aviv fuori), in cui gli emiliani hanno ancora la possibilità di centrare un posto tra le prime otto, evitando cosi gli spareggi playoff.
Zauli, una vittoria che il Bologna, in campionato, non conquista da un mese e mezzo: cosa sta succedendo?
“Sarà strano, ma non sto vedendo una squadra che sta giocando male, anzi. Ogni partita ha dimostrato di giocarsela al massimo delle sue potenzialità e credo anche che possa starci un momento d’appannamento. Credo che sia una fase della stagione in cui sta girando non nel modo migliore possibile, ma resto fermamente convinto che il Bologna ritornerà ad essere quella squadra ammirata fino a novembre”.
Nel bel mezzo, sono però arrivate quelle importanti e significative in Europa League contro il Celta Vigo in trasferta e contro l’Inter (ai rigori), nella semifinale di Supercoppa Italiana.
“Nel successo conquistato contro gli spagnoli, ho avuto l’impressione d’aver visto una squadra che gioca bene, in maniera europea e vuole sempre vincere mettendo sempre grande aggressività e supremazia in campo. Battere una formazione forte come quella di Chivu, penso sia stato importante per rafforzare l’autostima e la consapevolezza. Peccato purtroppo che sia andata male in finale”.
Cosa è mancato per battere il Napoli?
“Niente, semplicemente ha affrontato una squadra più forte dal punto di vista tecnico e qualitativo. Fossi stato in Italiano, sarei rimasto comunque contento a fine partita, perché i suoi uomini ne sono usciti veramente a testa alta dalla sfida contro i Campioni D’Italia. Chiaro che in partite del genere, il particolare fa sempre la differenza, peccato che a pagarne alla fine sia stato il Bologna”.
Ritornando indietro di sette mesi, si è però verificata la realizzazione di un sogno, chiamato Coppa Italia, trofeo che alla società bolognese mancava da oltre mezzo secolo.
“Da ex, ho provato veramente una gioia immensa nel vedere tutto il popolo bolognese in curva. Non è passato nemmeno un anno, ma resterà un’impresa che resterà indimenticabile nella memoria di tutta la città di Bologna. Le dico anche questa : a mio avviso ci sono tutti i presupposti affinché la Coppa Italia vinta a Roma, non rimanga un caso isolato. Intravvedo nella società quel senso d’ambizione importante, che può permettere al Bologna di provare a vincere altri trofei o perlomeno rimanere in lotta per molti anni, per provare a conquistarli”.
Ipoteticamente: nel Bologna degli ultimi due anni, quanto sarebbe potuto tornare utile per Thiago Motta e Italiano?
“Le rispondo dicendo : è puro fantacalcio. Posso tranquillamente affermare come nella carriera mi sia tolto parecchie soddisfazioni. Il calcio è cambiato, credo che sia difficile stabilire se avrei potuto fare benissimo nel Bologna attuale. Sicuramente mi sarei divertito parecchio a giocare con i vari Orsolini, Castro, Immobile, Bernardeschi, Dallinga, Cambiaghi. Resto fermamente convinto che mi sarebbe piaciuto giocare insieme ad attaccanti del genere”.
Per qualità tecnica, il reparto offensivo del Bologna è tra i primi cinque della Serie A?
“Secondo me si, perché Italiano ha a disposizione il giusto mix, che gli può permettere di raggiungere ancora traguardi importanti”.
Uno può essere quello della Champions League, se Italiano avrà a disposizione Federico e Ciro al 100% della loro condizione fisica?
“Una cosa è certa : ha le carte in regola per riconquistare un’altra qualificazione europea. Chiudere il campionato tra le prime quattro, non sarà assolutamente facile perché ci sono squadre sulla carta più attrezzate. Come si dice spesso in questi casi : difficile ma non impossibile”.
Si è aperto da poco il mercato di gennaio : cosa serve per migliorare la squadra, in vista della seconda parte di stagione?
“Non penso proprio che il Bologna abbia bisogno di giocatori importanti il livello tecnico. Dico semplicemente che ad Italiano basta avere tutta la rosa a sua disposizione, per giocarsela alla pari con le dirette concorrenti per un posto nelle prime sei-sette posizioni”.
Conosce benissimo la passione che trasmette l’ambiente bolognese nei confronti della squadra : negli ultimi due anni, quanto è stato determinante per permettere al Bologna di vincere un trofeo e raggiungere due qualificazioni europee consecutive?
“La gente di Bologna ama tantissimo la storia della società, ne apprezza le gesta compiute dai grandi campioni del passato e sono convinto che sia stato quell’elemento in più per riuscire a raggiungere degli obiettivi che erano impensabili fino a qualche anno fa. Ne so qualcosa anch’io, per aver vissuto tre anni in una città bellissima”.
Storica qualificazione in Champions League raggiunta quasi due anni fa con Thiago Motta, che lei ha visto svanire, sul più bello, nel 2002 con Francesco Guidolin.
“Assolutamente si. Ricordo benissimo come fummo protagonisti di un campionato in cui abbiamo lottato fino alla fine per conquistarla. Purtroppo non riuscimmo nemmeno a centrare anche quella in Coppa Uefa, colpa della sconfitta subita a Brescia nell’ultima partita della stagione, che ci costrinse a chiudere al settimo posto finale, centrando solamente l’approdo in Intertoto. Fu un anno in cui realizziamo il record di punti (nell’era dei tre per vittoria ndr), nella storia del Bologna in Serie A. Fu veramente un peccato che ci sia mancato quel qualcosa in più, per permetterci di rendere straordinaria quell’annata”.
Un campionato (il 2001/02), in cui il Bologna è riuscito a battere le due milanesi al Dall’Ara.
“Proprio cosi, eravamo una squadra nelle condizioni di giocarsela anche con le grandi. Battere il Milan e l’Inter davanti a tutto il popolo bolognese, fu una soddisfazione che valse doppio”.
Contro i nerazzurri realizzò il 2-0.
“Ricordo benissimo quel gol, che segnai contro l’Inter di Hector Cuper che si stava giocando lo scudetto. Una giornata perfetta da me e dai miei compagni di squadra, che resterà per sempre nella nostra memoria”.
Il rapporto con Guidolin
Zauli e Guidolin : dove è nata quest’alchimia che vi ha visto protagonisti non solo a Bologna ma anche a Vicenza e Palermo?
“Ho avuto la fortuna di lavorare più anni insieme al mister. Tra noi due, c’era sicuramente una stima reciproca e una grande empatia. Abbiamo ottenuto dei risultati importanti, con anche qualche delusione non solo in Emilia ma anche in Veneto. Aver mancato la finale di Coppa delle Coppe con la società vicentina, resterà per sempre un rammarico che non verrà mai cancellato nella mia memoria. In Sicilia abbiamo ottenuto due traguardi storici per la città palermitana : la promozione dalla B alla A e la qualificazione in Coppa Uefa, con il sesto posto finale conquistato nell’anno del ritorno nella massima serie”.
La rivedremo in panchina quest’anno?
“Me lo auguro. Chiaro che se arrivasse la chiamata di un club la valuterei seriamente. Faccio però una premessa: alla base deve esserci un progetto tecnico interessante, che mi possa permettere di rientrare”.
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