Il Bologna sfida il Verona nel recupero della 16ma giornata: le ultime da Casteldebole, tra recuperi ed infortuni
Cosa pesa di più in questo momento in casa Bologna: una brutta notizia o una buona che arriva finalmente dopo settimane di attesa? La giornata di Casteldebole ha restituito una fotografia piuttosto chiara dello stato d’animo rossoblù. Da una parte lo stop di Jhon Lucumí, dall’altra il rientro tanto atteso di Lukasz Skorupski, tornato ad allenarsi a pieno regime e pronto a rientrare tra i convocati già nella trasferta di Verona contro l’Hellas.
Il ritorno del portiere polacco non è una notizia qualunque. In un momento in cui la squadra è chiamata a ritrovare certezze, avere di nuovo tra i pali un punto di riferimento come Skorupski significa recuperare leadership, comunicazione e quella tranquillità che spesso fa la differenza nelle partite più sporche. È quasi un rientro simbolico: mentre il Bologna perde un pilastro difensivo, ne ritrova un altro, altrettanto fondamentale per gli equilibri della squadra.
Italiano tra scelte obbligate e rotazioni
Vincenzo Italiano, però, dovrà fare i conti con assenze pesanti. Oltre a Lucumí, restano fuori anche Federico Bernardeschi, ancora alle prese con il recupero, e Cambiaghi, fermato dalla squalifica. Tre defezioni che riducono le opzioni soprattutto in termini di qualità ed esperienza, ma che non cambiano l’approccio del tecnico, chiamato ancora una volta a trovare soluzioni all’interno del gruppo.
Sul fronte offensivo, il quadro appare abbastanza definito. È praticamente certo il ritorno di Riccardo Orsolini, uno di quei giocatori capaci di accendere la manovra con una sola giocata. Sugli esterni, Rowe sembra favorito su Domínguez, in quello che dovrebbe essere l’unico vero cambio rispetto alle ultime uscite. Accanto a lui ci sarà Odgaard, che spera di ritrovare una maglia da titolare ma potrebbe partire ancora dalla panchina, con l’idea di essere rilanciato dall’inizio nella successiva sfida contro la Fiorentina.
Difesa rimaneggiata e un centrocampo che spinge

L’assenza di Lucumí costringerà il Bologna a rivedere la coppia centrale di difesa. Le indicazioni portano verso Heggem e Vitik, chiamati a prendersi responsabilità importanti in una partita che richiederà attenzione e concentrazione. Sulle corsie laterali, invece, arrivano segnali incoraggianti: Holm ha smaltito l’influenza ed è pronto a tornare a disposizione, mentre a sinistra Lykogiannis dovrebbe riprendersi il suo posto.
In mezzo al campo, intanto, Moro scalpita. Il croato sente che il momento può essere quello giusto e Italiano lo sa bene: in una gara come quella di Verona, fatta di duelli, ritmo e seconde palle, la sua intensità può diventare una risorsa preziosa. Il Bologna si presenta così al Bentegodi, non al completo ma tutt’altro che rassegnato. Con qualche cerotto, sì, ma anche con la consapevolezza di poter reagire.
Il rientro di Skorupski è un segnale forte, quasi un messaggio allo spogliatoio: qualcuno torna proprio mentre qualcun altro si ferma. È il calcio, nella sua forma più cruda. E allora la domanda resta lì, sospesa: riuscirà questo Bologna, imperfetto ma vivo, a trasformare l’emergenza in un’occasione per ritrovare solidità e fiducia? La risposta, come sempre, arriverà dal campo. E Verona, più di quanto sembri, dirà molto.





