Parla Niccolò De Vico: “Non sono al top ma devo e posso fare di più”. Poi riflette sul coach, i compagni e il mal di trasferta della Fortitudo.
Niccolò De Vico è entrato da poco nelle gerarchie della Fortitudo, e ancora ha bisogno di tempo per integrarsi appieno. Ma da quando a fine novembre scorso ha cominciato ad allenarsi con il resto del gruppo, ha iniziato ad ingranare sempre di più ed ora è un componente importante per la squadra di coach Caja. Carismatico e grintoso, il numero 26 biancoblu è sempre disposto a dare tutto per il risultato, mettendo in gioco la sua esperienza. Il Resto del Carlino ha pubblicato una sua intervista sul numero di oggi.
Il rapporto con la squadra: “Ognuno dà il massimo, con Caja i giocatori migliorano“

Normalmente non è mai scontato integrarsi con facilità in un gruppo nuovo, specialmente se si arriva a campionato già iniziato e con un infortunio al ginocchio ancora da recuperare. Eppure De Vico si dice contento della squadra in cui si trova: “In Fortitudo ho trovato bravi ragazzi e ottimi compagni, non c’è nessuna testa calda. Veniamo tutti per dare il massimo e nelle difficoltà non ci siamo mai disuniti“.
Centrale nella crescita sua e della squadra è il lavoro di coach Caja, che il numero 26 della Effe descrive come esigente, perfezionista ed esigente in senso buono: “Coach Caja lo avevo avuto a Verese e lo conoscevo. Con un tecnico così i giocatori migliorano“. Un allenatore che spera di risolvere tutti i problemi di salute che affliggono le Aquile da inizio stagione. A proposito, De Vico parla del proprio stato di salute così: “Dopo un anno che ero fermo il ginocchio tiene e sto migliorando. Ovviamente non sono ancora al top. I tempi di recupero sono stati più brevi del previsto, vista l’emergenza in squadra“.
Mal di trasferta: “Il pubblico ci carica, dobbiamo migliorare lontani dal PalaDozza“

Un tasto dolente della stagione della Fortitudo è senza dubbio il “mal di trasferta” (soltanto 3 vittorie su 11 match in tyrasferta). “In casa tante squadre trovano energie dal proprio pubblico – sostiene De Vico – In A2 ci sono piazze importanti, sappiamo benissimo che dobbiamo migliorare fuori“.
Il tifo di casa che anima i match al Madison di Azzarita è senza dubbio un fattore fondamentale. Lo stesso De Vico riconosce l’importanza del supporto dei propri tifosi: “Al PalaDozza il pubblico ci dà una marcia in più“. Quello che manca è maggior grinta in trasferta, dove “Dobbiamo trovare più fiducia e fare qualche vittoria in più“.
Secondo il giocatore della Effe, che a luglio spegnerà 32 candeline, il fattore campo è determinante anche per la precisione dei tiri: “In casa sbagli 2 tiri e il pubblico ti carica, in trasferta lo fai e rischi di andare in down“. Resta di fatto che l’atmosfera che la Fortitudo è capace di regalare è unica: “Alle spalle c’è una società storica e una tifoseria appassionata. Un segno di appartenenza che si respira“. Parola di Niccolò De Vico.





