Bologna, mercato a incastro: tra Europa League e scelte obbligate

Il Bologna continua a lavorare sul mercato: la lista Uefa impone scelte quasi obbligate, scopriamo quali sono le mosse della dirigenza

Quanto può pesare una lista UEFA sul mercato di gennaio? A Bologna, parecchio. Perché mentre l’affare Helland è stato archiviato senza troppi scossoni, resta aperto – e caldissimo – il fronte legato al centrocampista. Tutto il resto, salvo colpi di scena, slitterà agli ultimi due giorni di mercato. Non per indecisione, ma per necessità.

Il 22 e il 29 gennaio il Bologna si gioca tanto, tantissimo, contro Celtic e Maccabi in Europa League: in palio c’è il passaggio diretto agli ottavi o, almeno, l’accesso agli spareggi. E la UEFA, come noto, non consente modifiche alla lista fino al termine della prima fase.

È qui che nascono i veri incastri. Dallinga non ha visto il campo nelle ultime due gare, Casale riflette sul proprio futuro, ma la realtà è che i rossoblù sono in piena emergenza. Immobile è fuori lista, Dallinga è l’unica alternativa a Castro in Europa. In difesa Casale è l’unico cambio possibile dietro a Vitik ed Heggem, visto l’infortunio di Lucumí e il fatto che Helland potrà essere inserito solo da febbraio. Tradotto: oggi nessuno è davvero sacrificabile, almeno fino al 29.

Uscite congelate e una certezza ritrovata chiamata Dominguez

Benjamin Dominguez
Uscite congelate e una certezza ritrovata chiamata Dominguez (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Il mercato, però, non dorme mai. Casale si guarda attorno, con Parma, Fiorentina e Genoa che hanno chiesto informazioni. Dallinga ha estimatori in Spagna e Francia. Ma se qualcosa si muoverà, lo farà solo dal 30 gennaio in poi e solo a condizione che il Bologna abbia già in mano le sostituzioni. A Casteldebole il messaggio è chiaro: prima la tenuta europea, poi il resto.

C’è però una storia che, rispetto a qualche settimana fa, è stata completamente riscritta. Quella di Benjamin Dominguez. Dopo Verona, il segnale è arrivato forte e chiaro: non si muove. Non solo per l’assist a Odgaard, ma per un cambio di passo quotidiano che Italiano aspettava da tempo.

La Fiorentina ci ha provato, il Parma resta alla finestra, da Roma sponda giallorossa sono tornati rumors già sentiti in estate. Ma oggi il Bologna non ha intenzione di privarsene. Anche perché, con un Rowe che fatica a imporsi, l’argentino ha trovato fame, atteggiamento e spazio per scalare le gerarchie sfruttando l’emergenza.

La mediana al centro di tutto: Sulemana e le piste aperte

Il vero nodo resta però la mediana. E il nome caldo è quello di Sulemana, fuori dalla lista UEFA e deciso a cambiare aria. Il Cagliari lo aspetta, forte di un accordo già trovato con l’Atalanta per un prestito con diritto di riscatto. Manca però il via libera del Bologna, che arriverà solo quando Sartori avrà in mano un sostituto. Il club si è preso il weekend per riflettere, valutare profili e capire quale direzione prendere.

Piace Adzic, ma Juventus e Spalletti hanno chiuso alla partenza. Si riflette anche sul tipo di intervento: mediano puro o profilo diverso, considerando che Freuler non ha ancora rinnovato. Restano vivi i contatti con lo Standard Liegi per Sahabo, intriga Ugresic del Partizan, attenzionati Amorim dell’Alverca e Hjerto-Dahl del Tromsø, senza dimenticare Massolin del Modena, già visionato. Sullo sfondo, la Lazio prepara un rilancio per Fabbian, ma il Bologna è pronto ad alzare il muro.

Il mercato, insomma, è tutt’altro che fermo. È solo in apnea, in attesa che l’Europa dica la sua. E forse è proprio questa la partita più delicata: scegliere quando muoversi, senza scoprire la squadra nei momenti che contano davvero. Riuscirà il Bologna a tenere insieme ambizione europea e lucidità sul mercato?

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