In dirittura d’arrivo lo scambio tra i due centrocampisti. Ecco perché per il Bologna non è un buon affare. L’analisi
Dopo novantuno partite, undici gol e tre assist, sta per giungere al capolinea la storia di Giovanni Fabbian al Bologna. Come vi abbiamo già raccontato è ormai in dirittura d’arrivo il suo trasferimento alla Fiorentina in prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni al raggiungimento della salvezza.
La trattativa è ormai alle battute conclusive: il Bologna si sta preparando ad accogliere Simon Sohm, il quale farà dunque il percorso inverso con differente formula (prestito con diritto di riscatto fissato a 14 milioni di euro). Snocciolata la parte economica della trattativa, è già possibile fare le prime riflessioni a riguardo, visto e considerato che francamente la stessa lascia piuttosto perplessi.
Fabbian-Sohm: ecco perché per il Bologna non è un buon affare
Senza fare inutili giri di parole, questa trattativa lascia decisamente perplessi, in primis perché appare assai difficile vedere un guadagno dal punto di vista tecnico per il Bologna. Senza fare un’apologia di Giovanni Fabbian, è lapalissiano come per il momento il classe 2003 italiano abbia dimostrato maggiori qualità e con maggiore continuità del 2001 svizzero, il quale a parte la breve parentesi a Parma ha fatto vedere molto poco.

In questo particolare momento storico il centrocampo del Bologna è scarno a livello qualitativo e da questo punto di vista l’innesto di Sohm non cambia certo le cose. Il classe 2001 è un giocatore prettamente fisico e sicuramente molto dinamico, ma alla mediana dei felsinei occorreva maggiore qualità e verticalità alla manovra, talvolta troppo prevedibile. In attesa del rientro in condizione di Freuler, l’unico con queste caratteristiche è Nikola Moro, motivo per cui sarebbe servito più un giocatore con queste qualità.
Una spiegazione plausibile a questo scambio potrebbe essere il ritorno alle origini di Lewis Ferguson sulla trequarti. Tuttavia però le sue condizioni lasciano perplessi, dal momento che il numero 19 appare il lontano parente del giocatore ammirato in quella zolla di campo qualche stagione fa agli ordini di Thiago Motta.
A queste perplessità a livello tecnico seguono quelle dal punto di vista tattico: i felsinei giocano con il 4-2-3-1, e una mezzala non è prevista in questo modulo. Oltretutto nell’ottica di avere un dodicesimo uomo in mediana Fabbian risultava perfetto in quanto ha dimostrato di avere un discreto numero di gol nelle gambe e di avere buoni numeri. Risulta assai difficile anche un passaggio al 4-3-3, anche perché a quel punto sorgerebbe il dubbio sulla posizione in campo di Odgaard, fondamentale per gli equilibri di squadra. Inoltre se si volesse cambiare assetto tattico, nel 4-3-3 le caratteristiche di inserimento di Fabbian sarebbero state chiaramente esaltate e la sua cessione avrebbe avuto ancora meno senso…Premesso che la parola spetta al campo e l’auspicio è quello di essere prontamente smentiti, al momento viene quasi automatico pensare ad un indebolimento. Solamente il tempo però decreterà il verdetto definitivo…
Sohm: i numeri della sua stagione
Dopo un buon campionato con il Parma, concluso con ben quattro reti all’attivo, Simon Sohm non è riuscito a ripetersi sotto la Cupola del Brunelleschi. Con la maglia della Fiorentina sono state infatti 21 le partite disputate fra tutte le competizioni condite da appena una rete e un assist. Certamente un bottino non indimenticabile. L’auspicio degli emiliani è che lo svizzero possa presto tornare a mostrare quanto di buono fatto vedere con il Parma.





