Il Bologna dopo le cessioni di Fabbian e Sulemana e l’arrivo di Sohm è a caccia di un mediano: resta viva l’ipotesi Asllani ma prende corpo un’altra opzione

C’è un momento preciso, guardando una partita o anche solo un allenamento, in cui ti accorgi che manca qualcosa. Non è sempre un gol, non è sempre un dribbling. A volte è una voce in mezzo al campo, uno che chiede palla, che sistema gli altri, che dà ritmo.
In casa Bologna quella sensazione è diventata più nitida dopo l’addio di Sulemana, volato a Cagliari con le stesse modalità con cui era arrivato sotto le Due Torri. Lo scambio Fabbian-Sohm ha sistemato una casella, ma non tutte. Nel reparto nevralgico resta un vuoto evidente: manca un mediano capace di giocare nel duo davanti alla difesa, uno di quelli che pensano prima ancora di correre.
Non a caso, nelle ultime ore, a Casteldebole si sono mossi. Prima un sondaggio per Asllani, poi un nome che chi segue il mercato rossoblù conosce già bene. Un profilo osservato, studiato, mai davvero dimenticato. Ma per ora, più che di trattative, si parla di riflessioni profonde.
Prati, un’idea che torna: il Bologna osserva e valuta

Tra i nomi finiti sul taccuino della dirigenza c’è di nuovo Matteo Prati. Ravennate, cresciuto nella Spal, regista per formazione e per indole. A Cagliari è considerato una pedina importante da mister Pisacane, tanto da rientrare spesso nelle scelte iniziali. Eppure, il mercato è fatto anche di equilibri fragili.
Il Bologna si è informato nei giorni scorsi sulla sua situazione, senza forzare, ma con attenzione. Prati rappresenterebbe esattamente quel centrocampista di ragionamento che oggi manca: meno strappi, più letture, più ordine. Chi lo ha visto dal vivo sa quanto sia cresciuto nella gestione dei tempi, soprattutto nelle partite sporche.
Non è un nome che fa rumore sui social, ma negli ambienti tecnici è molto stimato. A confermarlo, qualche settimana fa, anche un’analisi di Ultimo Uomo sul ruolo dei registi moderni in Serie A, dove Prati veniva citato come esempio di profilo “in evoluzione”. Il problema? La concorrenza. E non è poca.
Genoa avanti, Torino fermo: un incastro ancora da sciogliere
Ad oggi, il Genoa sembra leggermente avanti nella corsa a Prati. Un vantaggio costruito anche sul piano emotivo: Daniele De Rossi, tecnico rossoblù ligure, è stato colui che lo fece esordire tra i professionisti ai tempi della Spal. Pare lo abbia chiamato personalmente per spiegargli il progetto, un dettaglio che nel calcio conta ancora.
Sullo sfondo resta il Torino, ma i granata sono bloccati dal mercato in uscita. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi deve prima sistemare il centrocampo: serve una soluzione per Asllani, arrivato in prestito dall’Inter, e soprattutto va ceduto Tino Anjorin.
L’inglese è stato proposto al Cagliari proprio come contropartita per Prati, ma i sardi non sono convinti dalle sue condizioni fisiche. Da qui lo standby e l’interesse momentaneo per Sandi Lovric dell’Udinese. In questo domino, il Bologna resta alla finestra. Non corre, ma osserva. Sa che il tempo può essere un alleato.
E mentre le altre si incastrano, a Casteldebole si riflette su una domanda semplice solo in apparenza: serve più corsa o più pensiero? La risposta potrebbe decidere non solo un acquisto, ma il volto del centrocampo che verrà.





