Capirossi a BSN : “Carriera, bilancio positivo anche se meritavo di vincere di più” – ESCLUSIVA

Intervista esclusiva all’ex pilota bolognese, tre volte campione del mondo nel Motomondiale (2 in 125 e 1 in 250).

Ha vinto il titolo mondiale in 125 e 250, peccato che sia mancato quello in 500/MotoGp, che avrebbe chiuso il cerchio di una carriera importante. L’unico vero cruccio di un percorso di vita motociclistica, che non ha permesso a Loris Capirossi di piazzare l’en plein perfetto.

Se Valentino Rossi è riuscito nell’impresa d’iscrivere il proprio nome e cognome in tutte le categorie del Motomondiale, il rovescio della medaglia si è purtroppo manifestato sul destino dell’ex pilota della Ducati.

Tre sono stati i campionati del mondo conquistati dal pilota nativo di Castel San Pietro Terme, ad iniziare dall’uno-due piazzato nella classe più piccola (1990-91), diventando anche il più giovane della storia del Motomondiale (a 17 anni e 165 giorni) a conquistare un titolo iridato. Un percorso che per Loris è stato quindi vincente nelle classi antecedenti a quella più importante, che purtroppo non gli ha regalato le stesse e medesime soddisfazioni.

Un esordio in 500 che Capirossi fece nel 1995, disputando due campionati da comprimario, prima di fare marcia indietro, vincere l’iride in 250 e ritornare di nuovo a cimentarsi nella categoria dei grandi. Il terzo posto finale conquistato nella classifica piloti nel 2001, dietro Valentino Rossi e Max Biaggi, rappresentò una specie d’anticamera dell’avventura con la Ducati. Un binomio italiano/bolognese, nato nel 2003, che decise d’instaurare un vero e proprio rapporto in pista durato cinque anni e fatto di tanti alti e bassi.

La vittoria conquistata a Barcellona alla prima stagione in rosso, fu il primo passo di un percorso di crescita che purtroppo subì una brusca frenata nei due campionati successivi. Preludio ad un 2006 in cui per Loris si presentò la prima (e unica) grande opportunità di riuscire a diventare campione del mondo anche in MotoGp. Ventitrè furono i punti di distacco che divisero l’ex pilota bolognese e Nicky Hayden, con annesso terzo posto finale nella classifica iridata dietro l’americano e Valentino.

Un inizio subito col botto

Capirossi, una carriera nel Motomondiale durata ventidue stagioni, con tre titoli mondiali vinti.

Si e sono molto contento d’averli conquistati. Se debbo fare un bilancio globale della mia carriera, direi che è stato positivo. Ho avuto tante gioie ma anche delusioni. Ho vinto tanto, perso altrettanto ma questo fa parte del mondo delle corse. Ne ho di tre di titoli, ma con un pizzico di fortuna in più potevamo almeno essere cinque. Peccato, è andata cosi…”

Pronti, via e subito arrivò il primo in 125.

“Fu un campionato che al di là dell’epilogo finale, mi ha lasciato veramente tanti ricordi bellissimi. Era la mia stagione d’esordio nel Motomondiale, dove non conoscevo nè le piste nè tantomeno gli avversari. Iniziai in salita, ma nel corso delle varie gare andai sempre in crescendo. Un’annata in cui mi sento di dire grazie a Fausto Gresini, che mi ha sostenuto sin dall’inizio. La sua presenza all’interno del team si dimostrò determinante per farmi diventare campione del mondo per la prima volta.”

Ripetersi l’anno dopo, fu una vera e propria sfida con sè stesso?

“Dico solamente che fu veramente difficile confermarsi sugli stessi livelli dell’annata precedente, ma riusci a vincere di nuovo e questo mi rese felice”.

Il salto in 250 prima, in 500 dopo

Subito dopo arrivò il passaggio in 250, dove si confrontò con Harada e Biaggi.

“Fu veramente una bellissima sfida confrontarsi con due piloti che già conoscevano benissimo la categoria. Esordii con una moto clienti perdendo il titolo nel 1993 per solamente quattro punti con Tetsuya e arrivando dietro di lui e Biaggi (che l’ho vinse per trentacinque punti in più) l’anno successivo. Furono due stagioni che mi permisero di compiere un ulteriore step di crescita”.

A posteriori : rifarebbe il grande salto in 500 senza essere riuscito a vincere nella categoria di mezzo?

“Confesso che mi riesce ancora veramente difficile rispondere a questa domanda, a distanza di tantissimi anni. Ricordo come al primo anno, conquistai comunque qualche piazzamento importante e un podio, con il terzo posto finale a Barcellona. Fu più difficile il secondo dove però riuscì a vincere la prima gara della mia carriera nella classe regina, in Australia”.

Il terzo titolo vinto tra le polemiche e l’inizio della rivalità con Valentino

Scelta di ritornare indietro che si rivelò azzeccata, visto il titolo mondiale conquistato nel 1998.

“Sin dall’inizio fu un campionato bellissimo, dove battagliai con Valentino e Harada. Me lo giocai con Tetsuya fino all’ultima gara, in Argentina, dove fummo protagonisti di quel contatto di cui se ne parlò per tantissimi anni. Alla fine la giustizia sportiva mi diede comunque ragione e fu una soddisfazione che valse doppio”.

Non solo, perché iniziò anche a confrontarsi con Valentino Rossi.

Era un esordiente, che veniva dal titolo vinto in 125. Sin da subito si capii che era un talento incredibile, che aveva le carte in regola per poter fare una carriera importante e cosi è stato. Chiuse secondo nell’anno che io vinsi il titolo, conquistandolo l’anno successivo. Entrambi poi passammo in 500 l’annata successiva”.

Un ritorno nella classe regina con il botto

Loris Capirossi in sella alla moto
Un ritorno nella classe regina con il botto (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Per lei si trattò di un ritorno, per il Dottore l’esordio assoluto.

“Per me personalmente sono stati degli anni positivi. Corsi con una Honda del team di Sito Pons, con l’handicap d’avere sempre tra le mani la moto vecchia dell’anno precedente. Difficoltà maggiori che incontrai nel 2002, nell’anno dell’avvento della MotoGp, dove mi trovai a correre con una moto a due tempi, rispetto alle quattro degli altri. Ciò mi ha comunque permesso di conquistare due podi (Sud Africa e Giappone). Più in generale, di quel periodo mi rimane un ricordo positivo, con qualche momento memorabile”.

Riferimento non puramente casuale: la vittoria del Mugello.

“Rappresentò una vera goduria trionfare davanti ai tifosi italiani. Ricordo ancora come fu una gara pazza. Iniziai fortissimo, duellai con Valentino e Biaggi, che poi caddero, trionfando poi in solitaria”.

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