Lukasz Skorupski, il dualismo con Ravaglia e la scelta di Italiano: il portiere polacco può diventare un problema ora per il Bologna?
Quanto conta la fiducia, per un portiere? È una domanda che a Bologna torna ciclicamente, soprattutto quando tra i pali non c’è una scelta scontata. Negli ultimi mesi, senza troppo rumore, si è costruito uno dei temi più delicati della stagione rossoblù: il dualismo Skorupski-Ravaglia.
All’inizio dell’anno sembrava quasi un falso problema, uno di quelli buoni solo per le discussioni da bar. Poi il tempo, gli infortuni e alcune partite chiave hanno cambiato la prospettiva. E oggi quella domanda — chi è davvero il titolare del Bologna? — ha assunto un peso diverso, più concreto, più reale.
Tutto nasce dal serio infortunio muscolare che Lukasz Skorupski ha rimediato contro il Napoli il 9 novembre. Un ko pesante, arrivato nel momento meno opportuno, che ha costretto Vincenzo Italiano a soluzioni d’emergenza: prima Pessina, poi Federico Ravaglia, rientrato dall’infortunio e subito chiamato a prendersi una responsabilità non banale.
E Ravaglia ha risposto presente. Senza proclami, senza sceneggiate, ma con prestazioni solide, affidabili, culminate nella notte forse più simbolica: la semifinale di Supercoppa Italiana vinta ai rigori contro l’Inter. Un passaggio che ha cambiato la percezione attorno a lui, dentro e fuori lo spogliatoio.
Nel frattempo Skorupski lavorava per tornare, assaggiava il clima partita a Verona, accumulava allenamenti. Quando il polacco è rientrato a disposizione, il ballottaggio in porta è diventato improvvisamente un tema vero. Fino a mercoledì scorso, quando Italiano ha deciso di togliere ogni dubbio: “Da domani torna Lukasz”, ha detto in conferenza. Una frase semplice, ma chiarissima. Skorupski è di nuovo il portiere titolare del Bologna.
Skorupski titolare ma la papera riapre tutto: cosa può accadere

La decisione dell’allenatore non vale solo per l’Europa League o per una singola partita: quel “da domani” racconta una gerarchia ristabilita fino a fine stagione, tra campionato, Coppa Italia ed Europa. Skorupski ha già ripreso posto nell’undici titolare contro il Celtic al Dall’Ara, anche se proprio in quella gara è arrivata una papera che ha regalato il vantaggio agli scozzesi.
Un episodio che inevitabilmente ha riacceso il dibattito. Può diventare un problema? O fa parte del percorso di rientro di un portiere che, negli ultimi anni, è stato una certezza per il Bologna? Italiano sembra avere le idee chiare, ma la sensazione è che Ravaglia resti molto più di una semplice alternativa.
La sua crescita, la fiducia conquistata e la serenità mostrata nei momenti caldi sono un patrimonio che il Bologna non può ignorare. E allora il tema non è solo chi gioca oggi, ma come verrà gestita questa convivenza nei mesi decisivi. Perché in una stagione lunga, piena di incroci e di pressione, avere due portieri affidabili non è un lusso: è una necessità. E forse la vera forza del Bologna passa anche da qui. Tu, da che parte stai?





