Le parole in conferenza stampa del tecnico degli emiliani al termine del match perso contro il Genoa
Al termine di Genoa-Bologna, match valido per il ventiduesimo turno di Serie A e terminato 3-2 in favore dei padroni di casa, ha parlato in conferenza stampa il tecnico dei felsinei Vincenzo Italiano. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.
Le parole di Italiano in conferenza stampa al termine di Genoa-Bologna
Il tecnico degli emiliani esordisce commentando così il match: “Per quel poco tempo che abbiamo, tocchiamo quei punti in cui possiamo crescere ed era impensabile continuare a partire con l’handicap sotto di un gol, e l’abbiamo aggiustato, migliorando il palleggio, creando e non concedendo nulla. Giocare in inferiorità numerica in questo calcio finisce solo in fase difensiva, che comunque puoi fare meglio. Dal sessantesimo cambia tutto. E’ un periodo dove regaliamo troppo, troppi errori. Ogni partita commettiamo errori troppo pesanti, troppo gravi e mettiamo in discussione partita, classifica tutto. Mi dispiace perché eravamo arrivati qua convinti. E’ un periodo un po’ così. Dispiace, andiamo avanti”.
Sull’espulsione per chiara occasione del gol: “Lukasz sa che in quel momento lì deve avere la lucidità di non fare un’entrata del genere. Ma stavamo a 35 metri dalla porta, per me quella non è una grande occasione. In questo momento troppe ingenuità, una dietro l’altra. Dobbiamo cercare di avere un po’ equilibrio mentale perché non possiamo sporcare certe prestazioni. Purtroppo siamo rimasti al sessantesimo. Poi tutti che fanno il tiro della domenica…Peccato siamo incappati in un errore che ha compromesso la partita”.
Sul bicchiere mezzo pieno: “Una squadra di calcio deve creare e concedere poco. Per sessanta minuti è stato così. In dieci uomini si azzera tutto e dove nel momento in cui è solo difesa si può fare meglio, difendendo con le unghie e con i denti.”
Le parole del tecnico sul peso della sconfitta
Infine chiosa sul peso della sconfitta di questo pomeriggio: “Oggi in riunione tecnica ho ribadito questo: noi che giochiamo ogni tre giorni non possiamo né esaltarci né deprimerci. E’ un periodo in cui dobbiamocercare stare più attenti. Troppi errori, troppe ingenuità, troppe situazioni in cui si compromette il lavoro…Mi dispiace. Però sono sereno perché da quel punto di vista perché abbiamo preso questo ritmo:archiviare, preparare, ripartire e rigiocare”.





