Bologna, in Europa League squadra ritrovata: ora il Brann (Ansa Foto) - BolognaSportNews
Il Bologna si è ritrovato in Europa League: vittoria per 3-0 contro il Maccabi Tel Aviv ed ora ai play off la sfida contro il Brann
La prima fase di Europa League si è conclusa con una ondata di emozioni davvero avvincenti. Mi riferisco anzitutto alla contemporaneità delle gare in programma in questa lunga serata che mi ha portato a vivere il calcio come un tempo, ovvero seguendo l’evoluzione dei risultati.
In particolare, chi come me segue le gesta del Bologna, vedere i rossoblù passare nel giro di venti minuti dal quindicesimo all’ottavo posto (utile a bypassare i due turni dei play off) non ha prezzo. In mezzo al vantaggio del Bologna sulla modesta Maccabi si era concretizzato lo svantaggio di Roma e Genk, che poi hanno raddrizzato le sorti attorno all’ottantesimo minuto.
Se poi la notte di Backa Topola, supportata da un’ottantina di fedelissimi tifosi della squadra felsinea (un monumento alla passione se consideriamo anche le vicissitudini per raggiungere quel piccolo stadio sospeso nel nulla) e vissuta in uno stadio (da 5 mila spettatori) praticamente vuoto (non si era attivata neanche una prevendita se non quella riservata ai tifosi delle due squadre).
Il Bologna vince e bene contro il Maccabi, seppur la formazione israeliana nelle prime fasi della gara aveva in qualche modo impensierito i rossoblù. Ma il divario tecnico fra le due avversarie c’è e si vede, è indiscusso, ma la squadra di Vincenzo Italiano combatte anche sé stessa.
I due mesi in cui la squadra è sbandata sono un fardello insopportabile per questi ragazzi che si erano anche lasciati andare a qualche volo pindarico di troppo. Ve lo ricordate? Si parlottava di scudetto senza fare i conti con la lista di infortunati degna dei peggiori ricordi.
A Backa Topola, in Serbia, ai confini con l’Ungheria, il Bologna si è ritrovato e conta poco se lo spessore dell’avversario – che giocava a mente libera – era contenuto, conta vincere e i rossoblù hanno vinto bene e con un largo scarto piazzandosi nella classifica generale al decimo posto, ad un punto dalla Roma (ottava) e dal Genk (nono) con cui si è battagliato per una qualificazione diretta nel lotto delle prime otto.
Per uscire dal torbido Italiano schiera un undici più accorto e funzionale, con il 4-3-3, rinunciando al trequartista Odgaard ma non alla ricchezza offensiva, con Rowe a sinistra (autore del tapin vincente dopo il tiro efficace di Moro), Orsolini a destra (autore del secondo gol e di tante altre occasioni pericolose) e di un Castro generoso e pericoloso quanto basta a tenere la difesa avversaria sul chi va là.
Due le conclusioni in porta e altrettante parate del numero uno Melika. Due gli attaccanti andati in rete sottolineano l’ottimo segnale se consideriamo la contrazione del reparto offensivo in campionato (con Fiorentina e Genoa), a differenza dello scenario europeo dove gli offensivi del Bologna sono stati presenti (con il Celtic Dallinga e Rowe).
In tutti i modi il bilancio dei rossoblù della prima fase è di tutto rispetto se consideriamo che fra le prime otto squadre sono arrivate anche due avversarie dirette (Aston Villa e Friburgo), che portano ad un ulteriore ragionamento sulla qualità degli avversari affrontati.
Recriminare vale quanto come il due di picche ma se proprio vogliamo disquisire sono tre le partite in cui gli episodi non hanno girato a favore della compagine rossoblù. Mi limito all’essenziale. Con il Friburgo, in casa, avversario sottovalutato e gara condizionata dalla “schiacciata” di mano di Castro che ha portato i norvegesi al pareggio su rigore.
Con il Brann, sempre in casa, abbiamo vissuto l’espulsione di Lykogiannis come una decisione un po’ troppo affrettata e nonostante l’inferiorità numerica i ragazzi di Italiano hanno fatto l’impossibile per portare a casa i tre punti, in particolare due occasioni potevano avere destini diversi, prima Ferguson (tiro forte e centrale da posizione favorevole, poco fuori dall’area piccola) e in seguito il colpo di testa di Lucumi sventato da Dyngeland in angolo. In ultimo, il recente pareggio con il Celtic determinato dalla topica di Skorupski.
I 15 punti in 8 giornate rispecchiano il valore di questa squadra, media 1,88 a gara, e sono il frutto di 4 vittorie (Steaua, Salisburgo, Celta Vigo e Maccabi), 1 sconfitta (Aston Villa), 3 pareggi (Brann, Celtic, Friburgo), il tutto grazie a 14 reti realizzate (Bernardeschi, Dallinga e Orsolini con 3 reti, Odgaard e Rowe con 2, Pobega con 1) e 7 subite.
Nei play off il Bologna affronta il Brann, la formazione norvegese con cui ha impattato a reti inviolate il 6 novembre dello scorso anno. Si gioca il 19 e 26 febbraio. Due turni suppletivi che si aggiungono agli altri appuntamenti in calendario nel mese di febbraio. In 19 giorni sette partite.
Un bel giocare. Il 3 e 8 febbraio in casa rispettivamente con Milan e Parma; poi il turno casalingo dell’11 in Coppa Italia contro la Lazio, per proseguire il 15/02 contro i granata a Torino. Il 22/02 si torna in città per affrontare l’Udinese. Quattro gare su cinque tutte nell’ex fortino del “Dall’Ara” dove il Bologna ha perso – purtroppo – le proprie certezze. Da qui passa il futuro di questa squadra.
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