Inter-Juve, arrivano le dimissioni di Rocchi? Le parole di Chiellini confermano una situazione (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Juve, rabbia e accuse: Chiellini scuote il sistema. “Così non si può andare avanti”. Il dirigente è scatenato dopo la gara contro l’Inter e l’espulsione di Kalulu
Ci sono sconfitte che fanno male per il risultato. E poi ce ne sono altre che lasciano addosso qualcosa di più profondo. Un senso di frustrazione, di impotenza. A San Siro, dopo il 3-2 di Inter-Juventus, l’aria era pesante. Non solo per il punteggio. Ma per tutto quello che è successo prima, durante e dopo.
Il punto di rottura resta l’espulsione di Kalulu, un episodio che ha acceso la miccia già all’intervallo, con i dirigenti bianconeri furiosi nel tunnel. Ma il vero terremoto arriva nel post partita, quando Giorgio Chiellini si presenta ai microfoni di DAZN e sceglie di non usare giri di parole.
“Non si può parlare di calcio, oggi è successo qualcosa di inaccettabile”. L’incipit è diretto, quasi tagliente. L’ex capitano bianconero, oggi dirigente, mette in discussione non solo l’episodio singolo ma l’intero sistema. “Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato a una partita del genere. Questa è l’immagine che diamo del nostro calcio”.
Parole che pesano. Perché arrivano da chi conosce certe sfide meglio di chiunque altro. E perché si inseriscono in un clima già incandescente. La Juventus contesta il secondo giallo a Pierre Kalulu, giudicato decisivo in un match che si è poi trasformato in salita. Secondo l’analisi arbitrale diffusa nel post gara, il contatto con Alessandro Bastoni sarebbe stato quantomeno dubbio. Ma il protocollo è chiaro: sul secondo giallo il Var non può intervenire.
Ed è proprio qui che si concentra la frustrazione bianconera. “A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l’arbitro”, aggiunge Chiellini. Una frase che racconta una distanza, non solo fisica, tra campo e dirigenza.
La parte più forte dell’intervento, però, riguarda il sistema. “È da inizio anno che abbiamo messo in evidenza che non è una struttura adeguata a un campionato del genere. Ogni settimana una squadra diversa è qui a lamentarsi”. Non è più solo una protesta di parte. È una critica strutturale.
Chiellini non nomina direttamente il designatore, ma il riferimento è evidente a Gianluca Rocchi. “In questo momento c’è una defaillance, un gruppo che non funziona. Chi ci mette la faccia ha detto che andrà via… vediamo cosa succede adesso”. Parole che suonano come una richiesta di responsabilità. O forse di dimissioni.
Il tema è delicato. Perché quando un dirigente di quel livello mette in discussione la guida arbitrale, il dibattito si allarga. Non è solo questione di un rosso o di un episodio. È la credibilità del sistema che viene tirata in ballo.
Chi segue il campionato sa che il confronto tra club e classe arbitrale è ciclico. Ma raramente si era arrivati a toni così espliciti. E allora la domanda resta sospesa: si tratta dello sfogo a caldo di una notte amara o dell’inizio di una frattura più profonda?
Il campo ha detto Inter. Il risultato è scritto. Ma la sensazione è che la vera partita, quella sul futuro del sistema arbitrale e del protocollo Var, sia appena cominciata. E questa volta potrebbe non finire al novantesimo.
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