Rivoluzione VAR: l’IFAB pronta a cambiare la regola più discussa (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Il protocollo Var cambia ancora: arriva l’annuncio tanto atteso, l’IFAB si muove ufficialmente per la modifica del regolamento
E se una delle regole più contestate degli ultimi anni stesse per cambiare davvero? Se quel limite che ha fatto discutere allenatori, dirigenti e tifosi fosse finalmente superato? Il calcio, si sa, è tradizione. Ma ogni tanto anche la tradizione deve fare i conti con la realtà.
L’International Football Association Board (IFAB), l’organo che scrive e aggiorna le regole del gioco, è pronto a mettere mano al protocollo VAR con una modifica che potrebbe cambiare parecchio gli equilibri. Nell’assemblea del 28 febbraio in Galles – il meeting annuale chiamato a formalizzare le proposte emerse a gennaio a Londra – si discuterà l’estensione dell’intervento del VAR anche nei casi di espulsione per doppia ammonizione.
Fino a oggi il principio era chiaro: il VAR può intervenire solo su situazioni chiave come gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità. Le doppie ammonizioni restavano fuori. Una scelta che ha generato polemiche infinite, soprattutto quando un secondo giallo appariva figlio di un errore evidente.
La proposta dell’IFAB non stravolge il principio di fondo. Il VAR continuerà a intervenire solo in caso di chiaro ed evidente errore. Ma la novità è sostanziale: anche una seconda ammonizione potrà essere rivista se l’errore sarà manifesto. Sarebbe una svolta storica. Perché finora, una volta estratto il secondo giallo, non c’era margine di correzione.
Chi segue il calcio internazionale sa quanto questo tema sia delicato. Negli ultimi anni diverse partite di alto livello sono state segnate da espulsioni per doppio giallo ritenute eccessive, senza possibilità di revisione. L’eventuale via libera del 28 febbraio segnerebbe un cambio di paradigma: meno rigidità, più tutela contro gli errori evidenti.
Ma la riunione dell’IFAB non si limiterà al tema delle doppie ammonizioni. Tra le proposte c’è anche la possibilità di correggere casi in cui venga penalizzata la squadra sbagliata in un episodio disciplinare, oltre alla revisione di un calcio d’angolo assegnato in modo errato.
Il filo conduttore resta uno: maggiore giustizia senza compromettere la fluidità del gioco. Proprio per questo si sta discutendo l’introduzione di un conto alla rovescia per rimesse laterali e calci di rinvio, l’obbligo per i giocatori curati in campo di restare fuori per un periodo fisso dopo la ripresa e un limite di dieci secondi per lasciare il terreno di gioco al momento della sostituzione.
Interventi che puntano a ridurre le perdite di tempo e a rendere le partite più dinamiche. Un equilibrio non semplice: più controlli senza trasformare il calcio in uno sport spezzettato da continue interruzioni.
Il 28 febbraio sarà dunque una data chiave. Se l’assemblea approverà le modifiche, il protocollo VAR entrerà in una nuova fase. Più ampio, forse più equo. Ma anche più complesso da gestire.
La vera domanda, però, è un’altra: il calcio è pronto a questo passo? Perché ogni innovazione promette di risolvere problemi, ma spesso ne apre di nuovi. E il confine tra giustizia e interpretazione resta, inevitabilmente, sottile.
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