Bastoni, a Lecce l'episodio inaspettato: il gesto del difensore (Ansa Foto) - BolognaSportnews
L’Inter ha vinto 2-0 contro il Lecce ed è sempre più prima in classifica. Al Via del Mare, però, clamoroso quanto accaduto a Bastoni sette giorni dopo la simulazione contro la Juve
Quanto può durare un episodio? Una scivolata, un contatto leggero, una caduta accentuata. Novanta minuti passano, ma certe immagini restano appese per giorni. E quando Alessandro Bastoni ha toccato il primo pallone al Via del Mare, si è capito subito che la storia non era finita.
L’ambiente di Lecce si è trasformato in un tribunale a cielo aperto. Fischi, mugugni, cori ironici. Tutto per quella simulazione contro la Juve che aveva portato all’espulsione di Pierre Kalulu nel derby d’Italia. Un episodio discusso, rivisto al rallentatore, analizzato nei talk e rilanciato sui social fino allo sfinimento. Bastoni aveva poi chiesto scusa alla vigilia di Bodo-Inter, dopo giorni in cui lui e la sua famiglia avevano ricevuto anche minacce. Ma al Via del Mare il perdono non è arrivato.
Ogni pallone giocato dal difensore nerazzurro è stato accompagnato da una colonna sonora ostile. I fischi a Bastoni sono stati costanti, quasi metodici, almeno nella prima parte di gara. Un segnale chiaro: la tifoseria salentina si è schierata contro quello che è stato percepito come un gesto antisportivo.
In casa Inter la sorpresa è stata evidente. Le telecamere di DAZN hanno pizzicato il vice Alexander Kolarov scuotere la testa: “Ma perché lo fischiano? Non pensarci, continua così”. Più composta la reazione di Christian Chivu, che ha invitato il suo difensore a restare dentro la partita. Un sorriso amaro, quasi incredulo, come a dire: nel calcio di oggi basta un attimo per passare da leader a bersaglio.
Va detto che Bastoni non si è nascosto. Ha giocato con personalità, ha impostato come sempre, ha difeso con ordine. Nessun gesto polemico, nessuna provocazione. Solo concentrazione. E quando nel finale è arrivato il cambio, con l’ingresso di Carlos Augusto, lo stadio ha alzato di nuovo i decibel. Ma dalla panchina nerazzurra si sono alzati tutti in piedi per lui. Un messaggio chiaro: siamo con te.
Nel mezzo, però, è arrivata anche un’ammonizione. Un fallo tattico che gli è costato il cartellino giallo. E qui si apre il capitolo calendario. Con quella sanzione, Bastoni salterà la sfida contro il Genoa. Non il Derby con il Milan, però. Ed è una differenza enorme.
Il giallo di Bastoni pesa, ma fino a un certo punto. Contro il Genoa l’Inter dovrà fare a meno di uno dei suoi pilastri difensivi. Ma nel match più atteso, quello che può indirizzare la stagione e l’umore di una città, il numero 95 ci sarà. E non è un dettaglio.
All’uscita dal campo aveva il sorriso di chi sa di aver superato una prova complicata. Kolarov gli ha sussurrato: “Stasera sei stato un campione”. Forse è questo il punto. Nel calcio moderno si può sbagliare, si può esagerare, si può finire nel mirino. La differenza la fa come reagisci.
Resta una domanda sospesa: il pubblico dimentica mai davvero? O certi episodi restano tatuati nella memoria collettiva? Bastoni intanto guarda avanti. Genoa senza di lui, poi il Derby. E lì, più che i fischi, conterà solo il campo.
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