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Serie A

Lazio, il ritorno ad alti livelli di Cataldi

Lazio, con il ritorno di Sarri in panchina, il centrocampista classe 1994 è ritornato un titolare fisso dei biancocelesti

La Lazio si prepara al ritorno allo stadio Dall’Ara dopo i due uno a uno nei tempi regolamentari contro i rossoblù tra Serie A e Coppa Italia. Nell’ultimo caso però i biancocelesti riuscirono a vincere ai calci di rigore, siglando tutti i tiri dal dischetto, a differenza del Bologna che pagò gli errori di Ferguson e Orsolini.

Una stagione molto strana quella per i laziali. Partita con il blocco del mercato e proseguita fino alla diaspora di gennaio con le partenze di Castellanos e Guendouzi. La dirigenza biancoceleste ha cercato di colmare due importanti partenze come queste come Taylor, Ratkov e Maldini. 

Lazio, l’importanza di Cataldi

Oltre ai nuovi acquisti, Sarri in un periodo complicato come questo ha cercato di ripartire dalle poche certezze della Lazio e uno di queste è sicuramente Cataldi. Il centrocampista classe 1994 era rientrato dal prestito dalla Fiorentina e sembrava fuori dal progetto dei capitolini ma con il ritorno di Sarri, l’ex Chelsea sapeva benissimo di puntare su Cataldi.

Il giocatore è sempre stato un pupillo del tecnico toscano e ha puntato su di lui nel suo classico 4-3-3, inoltre, con i problemi fisici di Zaccagni, Cataldi ha preso il ruolo da rigorista, andando in gol tre volte in Serie A.

Lazio, l’importanza di Cataldi (Foto di Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images Via One Football) Bolognasportnews

Le parole di Cataldi nel match d’andata

In Coppa Italia contro il Bologna Cataldi si prese sulle spalle la squadra e a fine gara ringraziò sia i nuovi che i vecchi compagni:  “I ragazzi che sono andati via ci hanno dato una grossa mano fino all’ultimo. A livello professionale sono stati perfetti. Sono arrivati ragazzi giovani e ora aver chiuso la parentesi mercato ci ha dato più serenità. Penso che questa squadra stia crescendo ed abbia voglia di imparare. Ora si sta creando un gruppo con ottimi margini di crescita e soprattutto eterogeneo, tra noi ‘vecchiotti’ ed i più giovani che hanno molta voglia.”

Il centrocampista è ormai un perno centrale del 4-3-3 di Sarri, a differenza della linea a mediana  due di Baroni della passata stagione: “Io non mi vedo come mezzala. L’ho fatto ad inizio carriera quando avevo una decina di anni in meno. Adesso non saprei quello che potrei fare, dovremmo provarlo in allenamento. In questo momento anche solo pensarlo mi risulta abbastanza complicato, poi ovviamente le scelte le fa il mister”.

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