Nella sfida di ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro la Roma, gli emiliani compiono una vera e propria impresa con il 3-4 finale.
Finisce proprio come tutto il popolo bolognese sognava. Una marcia trionfale su Roma che ha significato approdo ai quarti di finale di Europa League. E adesso sotto contro l’Aston Villa, in un altro deja vu, dopo quello ai playoff contro il Brann, entrambe incontrate nella fase campionato. Quanto è stato forte, maturo, bravo e perché no anche fortunato questo Bologna.
In un’altra serata magica all’Olimpico, si è avuto modo di vederlo nei 120 minuti di un ottavo di finale, che ha significato storia, partita, incontro. Un 3-4 da emozioni forti, che ha certificato un altro passettino verso la potenziale realizzazione di un sogno che tutta la città bolognese ha nel cuore, ma che per scaramanzia preferisce non pronunciarlo.
Italiano: autentico talismano da coppe
Applausi per tutti, ad iniziare da Italiano che ancora una volta dimostra come le coppe siano il suo terreno di caccia ideale, per sfoderare quello che è il suo Dna d’allenatore, ovvero saper preparare magnificamente una doppia sfida dove ci si gioca il tutto per tutto e sbagliare è assolutamente vietato se non vuoi compromettere tutto.
Una sfida epica, che a molti è sembrata ricordare Italia-Germania, la famosa semifinale dei Mondiali del 1970, non solo per il risultato finale ma per come si è sviluppata nell’arco dei tempi regolamentari e supplementari. La sensazione è che difficilmente verrà dimenticata da tutto il popolo bolognese, che s’appresta a trascorrere la seconda primavera consecutiva con l’ambizione di rivincere un altro trofeo a distanza di un anno.

Il 112′, minuto che ha segnato il punto di svolta, dando agli emiliani la gioia di un trionfo a casa del Gasp quando il tiro di Cambiaghi, dopo il perfetto uno-due con Dallinga, ha lentamente proseguito verso la porta avversaria, colpendo prima il palo e finendo successivamente in rete.
Un vero e proprio colpo da biliardo, spegnendo definitivamente le speranze di una Roma che era crollata sotto i colpi di Rowe, Bernardeschi (su calcio di rigore) e Castro, con in mezzo il pari momentaneo di N’dicka, prima di sfoderare una reazione di carattere ed orgoglio culminata con il penalty realizzato da Malen e la perfetta conclusione di Pellegrini.
Rowe e Castro: veri e propri colpi d’autore
Prodezza, parola che ha meritato d’essere citata nei gol dell’inglese e dell’argentino, che hanno mandato in estasi il popolo bolognese che si era illuso di come forse la sfida potesse decidersi già al 90′. Ed invece si è arrivati all’extra time per scrivere la parola fine ad una partita che alla vigilia vedeva i giallorossi favoriti, senza però rispettare il pronostico iniziale.

Da una romana ad un’altra, dall’Olimpico al Dall’Ara, si proprio cosi perchè adesso per il Bologna incombe l’impegno di campionato contro la Lazio. Tre punti che possono servire a tenere ancora viva la speranza di conquistare il settimo posto,prima dell’ultima sosta della stagione.
Avanti Bologna, adesso viene il bello e il difficile, e il gioco inizia veramente a farsi duro. L’imperativo adesso è quello di farsi trovare pronti al gran ballo della primavera, che nel 2025 è stata magica, con l’auspicio che possa esserla anche quest’anno.





