Corriere dello Sport – La lunga rosa del Bologna permette ad Italiano di scegliere fra 3 giocatori nello stesso ruolo nel migliore dei casi. Ne giovano le rotazioni.
La lunga rosa del Bologna sta consentendo ad Italiano di rendere la sua squadra versatile e allo stesso tempo riconoscibile. La natura dei rossoblu infatti non cambia quando cambiano i volti in campo, la squadra non ne risente, o al massimo ne risente poco.
Per ogni ruolo Italiano dispone di due scelte, ma in alcune posizioni le alternative diventano addirittura 3, vedi Joao Mario, Zortea e De Silvestri a destra in difesa o Rowe, Cambiaghi e Dominguez come sterni esterni di attacco a sinistra. Il Bologna ha cambiato 8 calciatori col Sassuolo e 9 al ritorno europeo con la Roma.
Le giuste scelte
Il merito va dato anche alla società, che a seguito delle giuste cessioni, ha regalato al suo allenatore profili capaci di dare continuità al credo tattico di quest’ultimo stesso. Italiano è stato poi bravo a trarre il meglio dal rendimento dei suoi ragazzi per gran parte della stagione, talvolta superando addirittura le aspettative.

Questa qualità risale ai tempi della Fiorentina, e si è consolidata negli ultimi due anni. Specie quest’anno poi è impossibile non notare come ad andare in campo siano sempre quelli più in forma, sia dal punto di vista mentale che fisico.
Se inizialmente dal 1′ c’erano Orsolini e Cambiaghi, più costruttivi di Rowe e Bernardeschi, adesso sono proprio gli ultimi due a garantire qualcosa in più, e dunque ad essere titolari. Lo stesso discorso è applicabile a Heggem (pre infortunio), inizialmente preferito a Vitik, che nelle ultime gare sta trovando più spazio.

Stessa sorte per Odgaard, inizialmente preferito a un centrocampista più difensivo prima del tunnel che ha risucchiato il Bologna in un vortice di negatività, e da cui ha fatto parecchia fatica ad uscire.
La luce in fondo al tunnel?
E’ proprio nel periodo buio della sua annata che il Bologna pare aver gettato alle ortiche tutti i risultati super positivi che aveva ottenuto nella prima parte dello stesso campionato rivelatosi poi incubo. Incubo perché anche l’Europa in cui i rossoblu sono protagonisti è stata sacrificata.

Nel tunnel non sono state sufficienti neppure le rotazioni di Italiano. La squadra non si riconosceva e non era riconoscibile. Per sapere se questo sia il Bologna che abbiamo conosciuto a inizio stagione bisogna aspettare le prossime gare di campionato, dove per i felsinei è vietato mollare.





