Bologna-Aston Villa, top e flop: Rowe come Davide contro Golia. Ravaglia-Heggem-Miranda da sagra degli orrori. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Un Bologna ingenuo e sfortunato perde 1-3 al Dall’Ara contro l’Aston Villa. I top e i flop di serata
Non bastano un gran primo tempo e un super Jonathan Rowe al Bologna di Italiano per avere la meglio sull’Aston Villa. La formazione di Emery legge bene il match, soffrendo quando la partita lo ha richiesto e punendo i rossoblù (decisamente leggeri in occasione dei tre gol) al momento giusto. I Villans si aggiudicano così il primo round e ora vedono la semifinale di Europa League. Tra una settimana servirà un’impresa ai felsinei per provare a cambiare le sorti della qualificazione. Andiamo a vedere ora, come di consueto, i top e i flop di ieri sera.
Da qualche mese a questa parte per Jonathan Rowe è iniziato “il periodo delle azioni che producono delle conseguenze”, citando Winston Churchill, e se si sposta il discorso sul manto erboso di azioni del classe 2003 inglese ieri sera ne abbiamo viste a bizzeffe. Il numero 11 degli emiliani mette lo zampino in quasi tutte le azioni del Bologna: con un break nel gol annullato, con l’assist sulla traversa di Ferguson, con due tiri nella ripresa, uno terminato in fondo al sacco e un altro sventato da un prodigio di Martínez.
Un po’ come Davide contro Golia, in uno degli episodi più famosi della Bibbia, Jonathan si ritrova di fronte un avversario più forte, ma riesce comunque a vincerlo (almeno individualmente), senza nessuna fionda in questo caso, ma “semplicemente” con il proprio bagaglio tecnico da giocatore di prima fascia. Debordante.
Dalle evidenti difficoltà del centrocampo rossoblù nella ripresa riesce a uscire (a fasi alterne) Lewis Ferguson. Lo scozzese stampa sulla traversa il pallone che avrebbe potuto cambiare la storia del match, ma soprattutto è il più continuo nei novanta minuti dell’intera mediana rossoblù. Si rende utile in fase di interdizione e prima pressione, impedendo spesso un fluido avvio di manovra dei Villans. Quando Tielemans e Onana salgono in cattedra nei secondi 45 minuti, anche lui va in difficoltà, ma la sua prova resta nel complesso sufficiente.
Qualora si decidesse di aggiungere un ulteriore libro alla collana Piccoli Brividi di Stine, sono più che certo che si prenderebbe spunto dalle prove di Federico Ravaglia, Torbjørn Heggem e Juan Miranda. I tre vivono una serata da horror commettendo errori in sequenza che spalancano le porte del successo all’Aston Villa di Unai Emery.
L’uscita del portiere in occasione del primo gol è francamente inspiegabile, così come i passaggi aberranti di Miranda ed Heggem in occasione del secondo gol. Per completare l’opera lo spagnolo ex Betis perde anche la marcatura sul corner che regala a Watkins la doppietta personale. Se per i primi due c’è l’attenuante (minima) dell’inesperienza e di un livello non consono a determinate partite, lo stesso non si può sostenere per il numero 33 dei rossoblù: giocatore con esperienza che però sta abituando (purtroppo) a incredibili passaggi a vuoto. Disastro.
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