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Editoriale

Stavolta non riesce la Mission Impossible, ma Italiano resta il Tom Cruise del Bologna

Stavolta il Bologna di Italiano non riesce a compiere l’impresa. Il lavoro svolto fin qui resta di assoluto livello. Ora serve intervenire sul mercato. Il commento nel nostro editoriale

Alla vigilia di Aston Villa-Bologna Vincenzo Italiano aveva ironizzato parlando di Mission Impossibile citando anche Tom Cruise: un modo per caricare l’ambiente ma anche per spingere i propri ragazzi ad andare ancora una volta oltre i propri limiti. Stavolta però la missione non è riuscita: l’evidente divario tra le due squadre e qualche errore individuale di troppo puniscono i rossoblù, costringendoli a salutare ai quarti di finale l’Europa League.

Un quarto di finale europeo e una finale di Supercoppa: Italiano ha spinto il Bologna oltre i propri limiti

Questa eliminazione non riscrive però la storia del tecnico sulla panchina del Bologna. Dal suo approdo sotto i Portici sono cambiati enormemente aspettative e obiettivi, testimoniando come nonostante una sequela di imprese si chieda costantemente di alzare l’asticella. Nonostante le cessioni dei pezzi pregiati della rosa, il tecnico ha costruito una squadra compatta, competitiva in Italia e in Europa, mostrando un calcio a tratti verrebbe da dire quasi aulico, soprattutto per la materia prima a disposizione.

Un quarto di finale europeo e una finale di Supercoppa: Italiano ha spinto il Bologna oltre i propri limiti. Bologna Sport News (Foto di Shaun Botterill/Getty Images Via OneFootball)

Depauperare gradualmente la rosa avrebbe sfiancato chiunque, ma non Italiano, il quale dopo aver vinto la Coppa Italia nella passata stagione, ha raggiunto una finale di Supercoppa Italiana eliminando l’Inter (636,30 milioni di valore rosa secondo Transfermarkt a fronte dei 275 dei rossoblù), un quarto di finale di finale in Europa League venendo eliminato dalla grande favorita alla vittoria finale e superando agli ottavi la ben più quotata Roma (454,50 milioni di valore rosa) e classificandosi (almeno per il momento) all’ottavo posto in campionato dietro a squadre con più qualità e disponibilità economica ben superiore.

Alla vigilia il tecnico aveva giustamente evidenziato che non vorrebbe sentire analizzare il percorso globale da una partita dettata dagli sfavori del pronostico. A questo proposito risulta evidente sottolineare come sia quasi impossibile farlo, per il semplice fatto che l’ascesa verticale degli ultimi anni è stata possibile anche e soprattutto grazie al lavoro dello stesso tecnico, il vero Tom Cruise di questo Bologna, riallacciandomi ancora alla sua battuta. L’uomo delle imprese e della storia, il punto di riferimento da cui ripartire.

Servono giocatori più pronti ed acquisti mirati

A caldo Riccardo Orsolini ieri sera ha scoperchiato il vaso di Pandora ammettendo: “Fanno un altro tipo di calcio, un calcio molto fisico. Riescono a combinare giocatori tecnici e giocatori fisici, alcuni addirittura sono sia tecnici che fisici. È difficile. Quando hai a disposizione dei budget incredibili per costruire le squadre, purtroppo è brutto da dire, ma quello fa tanto la differenza. Noi abbiamo provato in tutti i modi a cercare di colmare questo gap, ma è veramente difficile”.

A mente fredda invece è possibile fare un’analisi sull’apporto del mercato e l’inesperienza di alcuni calciatori a questo tipo di partite. E in certi palcoscenici, come un quarto di finale di Europa League, questo fa tutta la differenza del mondo: Zortea è arrivato dal Cagliari, Sohm dal Parma che lottava per la salvezza, Heggem dalla Championship (Serie B inglese), Vitík dallo Sparta Praga, Pobega dopo le sue migliori stagioni a Torino e Spezia e la deludente annata da riserva a Milano.

Questo solo per citarne alcuni…d’altro canto Emery ha inserito Abraham (vincitore della Conference League e risorsa preziosa a Milan e Roma), oltre a Sancho (finalista di Champions con il Borussia Dortmund). Un divario tecnico lampante che spinge a fare valutazioni anche sul tipo di mercato (in entrata e in uscita) che si vorrà fare per continuare a crescere e provare a fare meglio negli anni successivi, anche per dare possibilità ai tifosi di sognare e di non pensare che questo traguardo sia il non plus ultra ma il primo passo verso un grande futuro, sempre con il proprio condottiero Italiano al timone.

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