Malagò e il rebus Nazionale: arriva l'annuncio sul prossimo CT dell'Italia (Ansa Foto) - BolognaSportnews
Giovanni Malagò, uno dei candidati per la presidenza della Federcalcio, ha parlato in conferenza stampa anche del prossimo CT
Quante volte il futuro del calcio italiano passa da una frase detta quasi per caso? E quante volte, invece, dietro una battuta si nasconde una linea precisa, ancora tutta da decifrare? Nel pieno di un momento delicatissimo per il movimento azzurro, ogni parola pesa. Anche quando sembra voler alleggerire.
L’incontro con i club di Serie A non era solo un passaggio istituzionale. Era, di fatto, il primo banco di prova per Giovanni Malagò nel ruolo di possibile futuro presidente FIGC. Un confronto lungo, articolato, pieno di sfumature. Ma tra i tanti temi affrontati, uno su tutti continua a catalizzare attenzione: chi guiderà la Nazionale?
Una domanda che resta sospesa, soprattutto dopo gli ultimi scossoni. E proprio quando ci si aspetterebbe chiarezza, arrivano parole che aprono nuovi scenari, invece di chiuderli.
“Leggo 6-7 commissari tecnici e ancora non so nemmeno se mi candiderò”. Basta questa frase per capire il tono. Malagò non entra nel merito, ma nemmeno si nasconde davvero. Anzi, sembra quasi voler mettere in evidenza il caos mediatico che circonda la panchina azzurra.
È un passaggio chiave, perché racconta più di quanto sembri. Da un lato, c’è la volontà di non bruciare nomi e tappe. Dall’altro, però, emerge chiaramente che il tema dell’allenatore della Nazionale sarà centrale nel suo eventuale progetto.
Chi conosce le dinamiche federali sa bene quanto questa scelta sia delicata. Non è solo una questione tecnica, ma anche politica, gestionale, simbolica. Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, la figura del CT diventa il punto di ripartenza. O, almeno, dovrebbe esserlo.
Malagò, da dirigente esperto, lo sa. E infatti sposta il discorso su un piano più ampio: organizzazione, mentalità, sistema. Come a dire che il nome giusto conta, ma conta ancora di più il contesto in cui quel nome si inserisce.
E poi c’è quel riferimento che non passa inosservato. Massimiliano Allegri. Citato con rispetto, quasi con naturalezza: “Con lui, come con altri, ho stima e buoni rapporti”. Una frase che non conferma nulla, ma nemmeno chiude la porta.
Nel mondo del calcio, queste sono le dichiarazioni che fanno rumore. Perché Allegri rappresenta un profilo preciso: esperienza, gestione, risultati. Un identikit che, in questo momento storico, potrebbe sembrare perfetto per una Nazionale in cerca di certezze.
Ma è davvero lui il nome in cima alla lista? Oppure è solo uno dei tanti in quel famoso gruppo di “sei o sette” candidati? La sensazione, parlando con addetti ai lavori e osservando le dinamiche degli ultimi anni, è che la partita sia ancora apertissima.
Nel frattempo, Malagò continua a muoversi con cautela. Incontri, confronti, riflessioni. Nessuna decisione affrettata, almeno per ora. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante: in un calcio spesso dominato dalla fretta, qualcuno prova a rallentare.
Resta però una domanda, inevitabile: l’Italia ha davvero il tempo di aspettare ancora, o la scelta del prossimo CT sarà il primo vero banco di prova per capire se qualcosa, finalmente, sta cambiando?
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