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Calcio

CT Italia, Roberto Mancini e la candidatura che cambia tutto: arriva l’annuncio

Mancini e quel ritorno che adesso fa meno rumore ma più paura agli avversari. Il tecnico può ritornare alla guida della Nazionale

A volte nel calcio i ritorni non nascono dal clamore. Arrivano piano, quasi sottovoce. Una frase lasciata lì davanti ai microfoni. Una quota che crolla improvvisamente. Un’apparizione pubblica nel posto giusto, al momento giusto. E così, mentre tutti discutono di Antonio Conte o fantasticano su Pep Guardiola, il nome di Roberto Mancini ha ricominciato a circolare con forza attorno alla Nazionale italiana.

Non è soltanto nostalgia. O almeno, non solo. Perché il ricordo dell’Europeo vinto nel 2021 resta fortissimo nella memoria collettiva del calcio italiano. Quel gruppo aveva riportato entusiasmo, identità e leggerezza dopo anni complicati. Poi però arrivò la rottura improvvisa dell’estate 2023, una separazione che ancora oggi lascia dietro di sé parecchi rimpianti.

E forse proprio da lì bisogna ripartire per capire perché l’ipotesi di un ritorno del “Mancio” oggi venga presa molto più sul serio rispetto a qualche settimana fa. Lo raccontano anche le quote dei bookmaker: il suo nome è passato rapidamente da outsider a uno dei candidati più credibili per il post-Spalletti.

Le parole di Mancini e quei segnali che alimentano il ritorno

Roberto Mancini, come spesso accade, non si è sbilanciato apertamente. Ma nemmeno ha chiuso la porta. Durante un evento benefico al Circolo Canottieri Aniene di Roma, alla domanda su un possibile ritorno in azzurro, l’ex ct ha sorriso evitando una vera smentita: “Prossima domanda”.

Nel linguaggio del calcio, soprattutto quando si parla di allenatori esperti, anche il silenzio a volte diventa una risposta.

Non è un dettaglio secondario nemmeno il contesto in cui Mancini è comparso pubblicamente. Il Circolo Canottieri Aniene ha come presidente onorario Giovanni Malagò, uno dei candidati più forti per la futura guida della FIGC. E in un momento in cui il calcio italiano sta preparando una nuova fase politica e tecnica, ogni incrocio viene inevitabilmente letto con attenzione.

Nel frattempo il tecnico jesino continua a mandare piccoli segnali. Qualche settimana fa aveva ammesso che “ogni tanto il telefono squilla”, lasciando intendere che i contatti con il mondo azzurro non si siano mai davvero interrotti.

Del resto, Mancini non ha mai nascosto il rimpianto per il modo in cui si è chiusa la sua avventura con l’Italia. E chi lo conosce bene racconta che quella ferita non si sia mai completamente rimarginata.

Conte resta avanti, ma il profilo di Mancini divide meno

Conte resta avanti, ma il profilo di Mancini divide meno (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Ad oggi Antonio Conte resta il favorito per la panchina della Nazionale. Il suo nome continua a essere il più caldo tra gli addetti ai lavori e anche le quote lo confermano. Però c’è un aspetto che rende Mancini una candidatura molto concreta: conosce già l’ambiente federale, gran parte del gruppo azzurro e soprattutto sa cosa significa gestire la pressione di una Nazionale italiana.

In più, rispetto ad altri profili, rappresenterebbe una soluzione meno traumatica. Non servirebbe ricostruire tutto da zero. E questo, in una fase delicata per il calcio italiano, pesa parecchio.

Anche le sue parole su Guardiola raccontano indirettamente qualcosa del suo stato d’animo. Quando parla della fatica del mestiere di allenatore, della pressione continua e degli anni trascorsi ad altissimo livello, Mancini sembra uno che ha ancora voglia di sentirsi dentro il grande calcio. Non uno pronto a uscire di scena.

La sensazione è che nelle prossime settimane il quadro possa cambiare ancora molte volte. Conte resta davanti, Guardiola continua ad alimentare sogni quasi proibiti, Allegri osserva più defilato. Ma intanto Roberto Mancini è tornato lì, dove forse non ha mai smesso davvero di pensare di poter stare.

E forse il punto è proprio questo: certe storie nel calcio sembrano finite soltanto fino al momento in cui qualcuno decide di riaprire quella porta rimasta socchiusa troppo a lungo.

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