Il Ministro per lo Sport e i Giovani non chiude a una clamorosa ipotesi per la panchina della Nazionale Italiana
Il momento per il movimento calcistico italiano non è certo dei migliori, viste le ultime esclusioni dal Mondiale e le cocenti eliminazioni premature nelle coppe europee, con la sola eccezione dell’Inter di Inzaghi. Anche la posizione di ct è un tema dibattuto nelle ultime settimane e su cui ha provato a fare chiarezza il Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi nel corso del suo intervento a Sky Tg 24. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.
Le parole di Abodi sull’esclusione dai Mondiali
Abodi esordisce commentando l’esclusione dai Mondiali: “Sembra un secolo fa, invece nel 2006 vincemmo i Mondiali e io ero lì con mia figlia e mia moglie, ci manca tremendamente. Cercheremo disperatamente le maglie azzurre e l’Italia nei prossimi Mondiali… Mi auguro che questo determini uno shock della coscienza, nel senso che non è accettabile, anche se sono le regole dello sport, che non si vada ai Mondiali per la terza volta. Non è accettabile che, dopo due volte, ci siamo ritrovati a giocarci ancora tutto in un playoff che è sempre una roulette russa dove c’è un avversario che magari qualche anno fa sarebbe stato più comodo, che dimostra di avere più voglia, di aver avuto un approccio diverso. Stiamo entrando in una specie di sortilegio, dobbiamo trovare il metodo giusto, non penso si sia perso il talento ma si è soltanto addormentato, lo stiamo trascurando, fino ad arrivare a negarlo”.
Guardiola-Italia: Abodi non chiude la porta
Su Guardiola come ct della Nazionale Abodi lascia aperta ogni possibilità: “Bisogna capire se lui vuole permettersi l’Italia, ce n’è tanta nel suo percorso di vita e credo nei suoi sentimenti. Fa parte delle opzioni possibili, non è certamente un sogno impossibile. E’ un allenatore molto importante, il commissario tecnico è un mestiere diverso e bisogna capire se uno straordinario tecnico voglia diventare anche uno straordinario ct. Per me è una sfida che prima o poi vogliono fare. Non credo sia un tema di soldi, ma di ambizioni, sogni. Un allenatore da solo non fa una Nazionale, bisognerà associare un progetto di alto livello, dovrebbe fare emozionare oltre che responsabilizzare. Dovrebbe essere uno stimolo per recuperare il filo dell’eccellenza che abbiamo sacrificato all’incapacità della classe dirigente, sia dei club che delle leghe e della FIGC. Bisogna lavorare in modo integrato per raggiungere obiettivi e collaborare, non basta aprire i cancelli per riempire gli stadi”.
Le parole di Abodi sulle priorità
Infine chiosa su quale sia la priorità: “Credo che la priorità delle priorità riguardi i giovani. La politica, l’assetto della FIGC, il format dei campionati, la Giustizia Sportiva. Sono tutti importanti, devono contribuire alla credibilità del sistema, ma tutto ruota intorno al modello tecnico, alla ricerca e all’allenamento del talento, che è stato spesso mortificato sull’altare del metodo di gioco. Ci sono tanti ragazzi che hanno un rapporto non così familiare e amichevole con il pallone come si dovrebbe avere, non sempre si ha la sensazione che un giocatore sia libero di saltare l’uomo. Se non succede più che vinciamo i Mondiali, una ragione è anche questo. E’ troppo facile cercare il talento all’estero, forse è più semplice a livello burocratico, costa meno, dobbiamo cercare delle forme che consentano di avere più competitività nel mercato interno”.





