Il Bologna ufficializza Tedesco come nuovo allenatore. La sua esperienza come ct ha suscitato diverse critiche. Spunta il retroscena
Dopo l’ultimo storico biennio di Vincenzo Italiano, il Bologna si appresta a iniziare il nuovo corso con Domenico Tedesco, allenatore con idee e principi di gioco moderni, proseguendo così il percorso iniziato da Motta qualche stagione fa ed egregiamente portato avanti dallo stesso Italiano. Nella mattinata di oggi è arrivata anche l’attesa ufficialità: Tedesco ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2028 con opzione per una stagione successiva.
“Sentivamo che il piano di gioco non avrebbe funzionato”: il retroscena
Tra le esperienze del nuovo allenatore dei felsinei spicca anche quella sulla panchina del Belgio come commissario tecnico, con cui ha fatto registare una media punti per partita di 1.75, deludendo però le aspettative all’Europeo del 2024. I Diavoli Rossi vinsero infatti solamente una delle quattro partite disputate contro la Romania (2-0), venendo sconfitti dalla Slovacchia ai gironi (0-1) e dalla Francia agli ottavi (1-0), oltre ad aver pareggiato senza segnare contro l’Ucraina.

A distanza di due anni dalla deludente spedizione Romelu Lukaku ha rotto il silenzio puntando il dito contro la guida tecnica dell’epoca (Domenico Tedesco, ndr) nel corso della lunga intervista rilasciata al quotidiano La Dernière Heure: “C’era un piano di gioco che, da calciatori, sentivamo non avrebbe funzionato. In campo percepisci certe cose immediatamente e capisci che la strada intrapresa non porterà risultati”.
Il retroscena raccontato da Lukaku
Il bomber ha poi proseguito sottolineando come però il gruppo fosse unito: “Non avevo mai vissuto un’atmosfera così positiva tra compagni durante una competizione internazionale”. Tuttavia però secondo il centravanti i problemi sarebbero sorti dalla gestione del dopo Roberto Martínez, complice anche una rottura troppo brusca.
A questo proposito assume ancora più valore il retroscena svelato dall’attaccante: dopo il Mondiale del 2022 molti leader dello spogliatoio avrebbero voluto Thierry Henry come commissario tecnico. Questa la sua ammissione in proposito: “Per noi era l’uomo giusto. Avrebbe responsabilizzato tutti senza proteggere nessuno”.





