Mondiale 2026, c’è già la vincitrice: il dato che sorprende tutti

Mondiali 2026, la previsione che sorprende tutti: dietro i numeri c’è molto di più. Ecco cosa sta accadendo

Può davvero un algoritmo raccontare il futuro del calcio? È una domanda che ogni appassionato si è posto almeno una volta. Eppure, mentre tifosi e addetti ai lavori discutono di convocazioni, moduli e possibili outsider, qualcuno ha già provato a immaginare come finirà il prossimo torneo più importante del pianeta.

Non si tratta di bookmaker o semplici opinioni, ma di uno studio matematico elaborato da Goldman Sachs che ha analizzato decenni di dati internazionali per costruire uno scenario dettagliato dei prossimi Mondiali 2026.

La curiosità è enorme perché la competizione che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada si annuncia come una delle più imprevedibili degli ultimi anni. E mentre milioni di tifosi attendono il calcio d’inizio, un modello statistico ha già individuato le nazionali con le maggiori possibilità di alzare la coppa.

Una previsione che, come spesso accade nel calcio, divide e fa discutere. Anche perché tra le grandi assenti c’è ancora una volta l’Italia, esclusa dalla rassegna iridata per la terza edizione consecutiva.

La favorita secondo il modello matematico

Pedro Porro con la Spagna
La favorita secondo il modello matematico (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Entrando nel dettaglio della ricerca, emerge un dato che non passa inosservato. La grande favorita per la vittoria della Coppa del Mondo 2026 sarebbe la Spagna, accreditata del 26% di probabilità di successo. Alle sue spalle troviamo la Francia con il 19%, l’Argentina campione del mondo in carica con il 14%, il Brasile all’8% e l’Inghilterra al 5%.

Il modello non si basa soltanto sui risultati recenti. Sono stati presi in considerazione circa 20.000 incontri ufficiali disputati dal 1978 a oggi, combinando parametri simili al sistema Elo con fattori come rendimento offensivo, stato di forma, vantaggio geografico e persino aspetti psicologici.

La nazionale spagnola risulta premiata da un mix di continuità, qualità tecnica e capacità realizzativa. L’Argentina, invece, paga quello che gli analisti definiscono il “calo del vincitore”, una tendenza statistica che spesso colpisce i campioni in carica.

Gli incroci da sogno e il peso delle grandi assenze

Ma ciò che rende davvero affascinante questa simulazione sono gli scenari che emergono lungo il percorso. Tra i possibili accoppiamenti spicca un eventuale quarto di finale tra Argentina e Portogallo, una sfida che potrebbe rappresentare l’ultimo confronto mondiale tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Un duello che da oltre quindici anni accompagna la storia del calcio moderno e che avrebbe inevitabilmente un sapore speciale.

Secondo la previsione, la finale dovrebbe mettere di fronte proprio Argentina e Spagna, con gli iberici favoriti per riportare il trofeo in Europa. Uno scenario che segue anche una curiosa tendenza storica: dopo una vittoria sudamericana, il titolo è spesso tornato nel Vecchio Continente.

Fa discutere anche un altro dato. Tra le nazionali a cui il modello attribuisce lo 0% di possibilità di vittoria compare la Bosnia-Erzegovina, la stessa squadra che ha eliminato l’Italia nei playoff. Una statistica che racconta quanto sottile sia il confine tra il successo di una singola partita e la possibilità concreta di competere per il titolo mondiale.

Naturalmente il calcio continua a essere lo sport più imprevedibile del mondo. I numeri aiutano a comprendere tendenze e probabilità, ma non possono misurare il peso di un episodio, di un’invenzione o di una serata perfetta. E forse è proprio questo il bello. Perché se davvero tutto fosse scritto nei dati, ci sarebbe ancora lo stesso fascino nell’attendere il prossimo calcio d’inizio?