Le parole del direttore tecnico del Bologna Giovanni Sartori su Tedesco, l’addio di Italiano, il mercato e i rinnovi
Tra i principali artefici dei recenti successi del Bologna compare sicuramente il direttore tecnico Giovanni Sartori, il cui lavoro è stato perfettamente in linea con quanto aveva fatto precedentemente nel corso della sua carriera, con la ciliegina sulla torta della Coppa Italia del maggio dello scorso anno.
Salutato Italiano, il suo Bologna si appresta ora ad iniziare il nuovo corso con Domenico Tedesco. A questo proposito e in merito al mercato e ai rinnovi il direttore ha fatto un bilancio ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.
Le parole di Sartori sulla scelta di Tedesco
Sartori esordisce spiegando la scelta di puntare su Tedesco: “È stato nei nostri pensieri due anni fa quando poi è venuto Italiano: ci eravamo trovati un paio di volte, siamo rimasti in contatto, scambio e condivisioni sulle vedute circa i calciatori. Quando c’è stato il momento della sostituzione abbiamo pensato a lui, conoscendo le sue risposte in tempi non sospetti. Ci siamo riparlati, ha condiviso con noi il progetto. Ci piace perché è moderno, propositivo, non integralista, lui faceva vari moduli, dalla difesa a cinque alla quattro, oltre agli accorgimenti in gara. Un allenatore internazionale che ha allenato il Belgio e in tre campionati europei in cui anche vinto due trofei. E parla cinque lingue”.
Poi prosegue: “A lui interessavano l’Italia e il Bologna. Ci eravamo lasciati due anni fa con un po’ di dispiacere ma con la speranza di ritrovarci dopo qualche anno. Il suo sangue italiano credo abbia influito molto sulla decisione: aveva anche altre richieste ma ha scelto noi”.
Successivamente chiosa: “Se è un segnale che vogliamo mantenere un profilo europeo? Sì, e anche la gente ha pensato questo: mi sembra di capire che tutti sono contenti perché è un profilo internazionale. Oggi il Bologna è visto molto bene, è ambizioso, con una tifoseria molto legata alla squadra e una grande proprietà. E, fatto non trascurabile, a livello tecnico è una buona squadra. In giro abbiamo degli ottimi riscontri e anche i giocatori vengono volentieri a Bologna. Anche senza Coppa? La Coppa cambia, ma cambia di più la Champions…”.
Le parole di Sartori sull’addio di Italiano
Poi sposta il focus sull’addio di Italiano: “Speravo restasse, personalmente, per proseguire sul nostro cammino e dare un seguito al nostro progetto, dopo due anni fatti molto bene. Il perché dell’addio? Pensava che un ciclo fosse finito e quando succede questo, anche se tu provi con insistenza a fargli cambiare idea, un tecnico va avanti su quella strada. Quando abbiamo capito che sarebbe andato via? Ognuno ha le proprie sensazioni… Così come le avevo di Motta, diciamo che le ho avute per lui. Sapevamo che sarebbe potuto entrare in un effetto domino, ecco… Mi pare lo volesse pure il Benfica”.
Su Bologna: “Qui mi sento felice, benissimo, mi sento apprezzato, sento l’affetto della gente, si può lavorare bene, ottima società, mi sento fortunato di poter lavorare in un ambiente così. Se rinnoverò? La risposta è nella risposta precedente”.
Sui rinnovi di Orsolini e Freuler: “Lui sa che è stimatissimo dalla società, dagli ultimi allenatori che ha avuto ed è stimato da chi arriverà. Il contratto con la nostra proposta ce l’ha nel suo cassetto, deve solo firmarlo. Se sono ottimista? Non so, dipende da lui: abbiamo fatto lo sforzo più grande che potevamo fare, con la speranza che lui possa diventare il Bulgarelli degli Anni 2000. Poi non so, magari lo vuole Italiano in Turchia (ride, ndr).Freuler? Vediamo… Anche a Remo abbiamo fatto un’offerta, ci pensa e ci penserà, se decide di firmare saremo tutti contenti, anche Tedesco stesso. Lucumi credo che abbia deciso per un’esperienza diversa, poi se deciderà di stare qui anche lui saremo felici”.
Successivamente sposta il focus su Rowe e sulla possibilità di tenere sia l’inglese che Castro: “Non è sul mercato. Il telefonino è ‘off’ Se riusciremo a tenerli entrambi? Non lo so”.





