Martedì scorso è atterrato a Bologna e ha iniziato subito a lavorare per i rossoblù: oggi Domenico Tedesco si è presentato ufficialmente alla stampa e ai tifosi. Le parole del tecnico
Un’accoglienza fantastica per Domenico Tedesco, che a Bologna troverà nuovi stimoli e un ambiente caloroso. Ma anche un’eredità scomoda, quella lasciata da Vincenzo Italiano, andatosene un anno prima del tempo e lasciando una squadra amareggiata per la prospettiva di una stagione senza coppe.
Toccherà proprio a Tedesco rilanciare le ambizioni rossoblù, lui che di esperienza europea ne ha accumulata eccome nell’arco della sua carriera. Sbocciato in Germania, si è fatto conoscere sulle panchine di Schalke 04 e RedBull Lipsia, prima dell’esperienza da Ct del Belgio e l’ultima in Turchia con il Fenerbahce. Oggi si è ufficialmente presentato al Bologna.
Bologna, la presentazione ufficiale di mister Tedesco: “Propongo un gioco fluido. Mi sento italiano, ma calcisticamente sono nato in Germania”
Domenico Tedesco si presenta al Bologna: le parole del tecnico riportate dalla diretta testuale a cura di TuttoMercatoWeb. L’ex Fenerbahce è partito dagli obiettivi dell’avventura in rossoblù:
Sono felicissimo e molto orgoglioso di aver ricevuto questo incarico importante. Ringrazio il presidente, il direttore Fenucci e i direttori Sartori e Di Vaio per la fiducia. Respiro già un feeling positivo e sono qui per ripagare la fiducia. Gli ultimi anni hanno dimostrato una crescita indiscutibile con la qualificazione in Champions League e la vittoria della Coppa Italia. L’obiettivo è proseguire in questa crescita.
Poi un prima idea sullo schema tattico della squadra:
Questa squadra è stata costruita per giocare a quattro in difesa, poi davanti si vedrà: 4-3-3 o 4-2-3-1. Mi piace un gioco fluido, offensivo e propositivo, con giocatori coraggiosi
I paragoni con Italiano e Motta sono uno stimolo o possono rivelarsi un ostacolo?
Voglio solo fare i complimenti ai tecnici che mi hanno preceduto perché hanno fatto un ottimo lavoro facendo crescere anche i singoli individui
Quanto era rimasto dell’approccio del Bologna di due anni fa?
Molto, perché quando ho iniziato a conoscere la gente che lavora per il club ho trovato un’onestà incredibile: parole e obiettivi chiari. Di solito non si dice sempre la verità quando si approccia un nuovo allenatore, invece qui è stato diverso.
Bologna è rimasta nei miei pensieri fortemente
Un messaggio per giocatori e tifosi?
Il messaggio che do è “divertiamoci”. Sia per i tifosi allo stadio sia per i giocatori sia per il mio staff. Siamo fortunati a poter lavorare nel calcio e deve essere un divertimento
Il suo sarà un calcio “italiano”?
Sono cresciuto italiano, a casa parliamo italiano e mangiamo italiano. I miei calciatori preferiti sono sempre stati italiani ed ho sempre seguito allenatori italiani. Calcisticamente sono nato in Germania lavorando per circa 11 anni nello Stoccarda e poi nell’Hoffenheim, ma a parte questo ho molto di italiano in me

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Ormai è a Bologna da qualche giorno, ha già parlato con qualche giocatore? Magari Orsolini…
No, ma è stata una mia scelta ponderata non sentirlo perché dal momento che ne avrei sentito uno avrei dovuto sentire tutti. L’unico con cui ci sono stati contatti è stato Lorenzo De Silvestri perché con lui c’è una situazione in essere importante. Comunque é logico che vorrei che Orsolini diventasse una bandiera di questo club
E sul caso Freuler? Cosa gli direbbe se la chiamasse?
Innanzi tutto gli farei i complimenti per la carriera e poi forse come sta andando la preparazione al Mondiale. Sul Bologna? Forse arriveremo anche a parlare di quello
Restando sul mercato, Castro e Rowe? Ha già parlato con la società?
La società conosce bene la rosa e i singoli giocatori. E importante che tutto venga discusso all’interno. Chiaro che sono giocatori importanti, ma vedremo. È importante la tempistica perché fa parte del calcio che a volte succedono degli imprevisti. lo comunque sono fiducioso e rilassato
La base è buona: il Bologna tornerà in Europa?
È presto per parlare di Europa, non dobbiamo pensarci ora perché si rischia di perdere qualcosa sull’inizio della stagione. L’importante è lavorare giorno per giorno e poi si vedrà

Poi Tedesco ha raccontato un po’ più di sé, tra carriera e metodi di lavoro.
Eravamo abituati con il Fenerbache a giocare ogni tre giorni. Ora si può programmare meglio e cambiare qualcosina. Sappiamo già come programmare la settimana.
Quanto contano i giovani? Venendo da un settore giovanile mi piace lavorare con i giovani perché si vedono progressi e miglioramenti e ti dà soddisfazione. Ad alti livelli non conta l’età, sarebbe sbagliato puntare solo sui giovani o solo sull’esperienza. Quello che conta è la prestazione durante gli allenamenti e durante le gare, ma non l’età





