Chi è Beccacece, l’allenatore showman al Mondiale che ha trascinato l’Ecuador ai sedicesimi di finale dopo l’impresa con la Germani
Argentino, nato a Rosario come Bielsa e Messi, ex vice storico di Sampaoli, è stato con lui sia al Cile che all’Argentina. Beccacece preso in carica l’Ecuador nell’agosto del 2024 succedendo a Felix Sanchez dopo l’eliminazione ai quarti di finale della Copa America
Capello biondo lungo da rockstar americana anni Novanta, gli anni in cui era ragazzino e sognava di giocare a calco. Beccacece è sicuramente uno dei personaggi di spicco e più di culto di tutto il Mondiale del 2026. Il classe 1980 non è mai stato un calciatore professionista e ha iniziato ad allenare a 23 anni per arrotondare, vendeva prodotti di pulizia insieme al padre.
Dalle critiche alla Gloria: il percorso dell’allenatore
L’allenatore è diventato famoso a tutti per le sue esultanze dopo la vittoria contro la Germania alla fase a gironi. Il tecnico era stato molto criticato nelle prime due partite ed era a un passo dall’esonero, alla fine ha avuto ragione lui, battendo una delle potenze del calcio Mondiale.
All’Ecuador aveva portato una struttura solida, intensità e una tattica flessibile, guidando la Tri fino al secondo posto assoluto del girone di qualificazione Mondiale del Sudamerica, alle spalle dell’Argentina campione del Mondo

La locura e il suo mantra
All’allenatore non manca mai una cosa: la locura. Al gol del due a uno dei suoi contro la Germania si è arrampicato sugli spalti per andare dalla sua famiglia. E dopo il match si è fermato in mix zone a rispondere alle domande di ogni singolo giornalista per molti minuti.
Il tecnico ha detto a Pacho e compagni una a sola cosa: restare uniti. “Cerco sempre di trasmettere quell’energia, ed è per questo che invito tutto l’Ecuador a unirsi, come sognava Bolívar quando incontrò San Martín”. La citazione è allo storico incontro di Guayaquil del 1822 tra i due leader del processo di indipendenza del Sud America: José de San Martín – cruciale per l’indipendenza di Argentina, Cile e Perù – e Simon Bolívar, simbolo di Venezuela, Colombia, Bolivia e, appunto, Ecuador.





