Da Italiano a Tedesco: cosa cambia per Rowe e come il nuovo tecnico può esaltarlo

Il numero undici del Bologna, rivelazione della passata stagione, è chiamato a confermarsi anche con il nuovo tecnico. Ecco come può esaltarlo Tedesco

Nel mondo del calcio esistono allenatori che costruiscono squadre e altri che, oltre a farlo, riescono a valorizzare come pochi determinate categorie di calciatori. Vincenzo Italiano, nel corso degli anni, ha dimostrato di appartenere al secondo filone, sopratutto quando si parla di esterni offensivi: un ecosistema tattico in cui talento, coraggio e uno contro uno finiscono spesso per esaltarsi.

Cosa cambia per Rowe con il cambio allenatore

Jonathan Rowe ne è stato una delle testimonianze più importanti dell’ultima stagione, avendo trasformato qualità già evidenti in un rendimento continuo e decisivo. Ora però per l’ex Marsiglia arriva la prova più delicata. L’approdo a Bologna di Domenico Tedesco apre per il classe 2003 un capitolo completamente nuovo, con principi e richieste tattiche tutte da scrivere.

Per l’inglese è il momento di dimostrare che la sua crescita non era soltanto il prodotto di un sistema locale, ma il punto di partenza di una maturazione destinata a resistere anche con il cambio di guida tecnica. Meno fraseggio e più verticalità potrebbero significare meno possessi e più movimenti senza palla ad attaccare la profondità. Spetterà dunque al nuovo tecnico trovare la chiave per esaltarlo nuovamente.

Come Tedesco può esaltare l’esterno inglese

Il tecnico predilige un calcio intenso e verticale, basato su pressing alto, recupero immediato del pallone e rapide transizioni offensive. Le sue squadre cercano spesso di aggredire gli avversari nella loro metà campo, limitando i tempi di costruzione e creando superiorità numerica nelle zone centrali.

L‘obiettivo è arrivare rapidamente negli ultimi trenta metri sfruttando il dinamismo dei centrocampisti e la qualità degli esterni offensivi. Ne consegue che un maggior numero di transizioni in verticale garantisca maggiori spazi per sfruttare la velocità di Jonathan Rowe. Chiaro però come anche a difesa schierata sarà fondamentale liberare spazio sulle corsie, anche con l’inserimento di mezzali o addirittura l’accentramento di un terzino, per consentirgli di giocare l’uno contro uno.

Certe idee sono simili al predecessore, l’auspicio è che anche il risultato finale sia lo stesso…