Il Bologna ha il suo nuovo centravanti: Artem Dovbyk. Come può esaltarlo Domenico Tedesco. L’approfondimento
Nel calcio il confine tra consacrazione e incompiutezza è spesso più sottile di quanto raccontino i numeri. Artem Dovbyk lo ha attraversato in pochissime stagioni: da protagonista assoluto nella favola Girona (annata chiusa da Pichichi della Liga), a una parentesi romana incapace di mantenere le stesse promesse, frenata da un rendimento discontinuo e da qualche problema fisico di troppo.
Come Tedesco può esaltare Dovbyk
Tuttavia certe storie non si esauriscono al primo bivio. Ecco perché al Bologna si potrebbe rivedere quell’attaccante implacabile che aveva spinto i giallorossi a sborsare circa 41 milioni di euro per portarlo all’ombra del Colosseo.
Quello che però è emerso dalla parentesi romana è che l’ucraino non sia un attaccante di raccordo dotato di tecnica sopraffina, bensì un ariete da sfondamento da servire in verticale o negli ultimissimi metri. Ecco quindi che il compito di Tedesco sarà quello di nascondere quantomeno qualche limite tecnico, esaltandone velocità e potenza fisica.
L’assist potrebbe rappresentarlo l’esperienza con Lukaku sulla panchina del Belgio. Utilizzare Dovbyk come boa potrebbe giovare agli inserimenti dei centrocampisti e allo sviluppo della manovra, eludendo anche il pressing avversario. Un lavoro al servizio della squadra, che però consentirebbe all’ex Girona di gestire al meglio le energie per restare lucido negli ultimi metri.
Le prime parole di Dovbyk
Una piccola conferma in proposito l’ha data anche il diretto interessato ai canali ufficiali del club: “So che diversi attaccanti che hanno giocato qui sono migliorati molto, io cercherò solo di aiutare la squadra segnando più gol possibili. Sono ambizioso e ho voglia di giocare, voglio dare una mano e tornare al massimo della mia condizione”.
L’auspicio di tutto l’ambiente rossoblù è ovviamente quello che il centravanti ucraino ex Roma possa passare velocemente dalle parole ai fatti.





