Il mercato in entrata del Bologna è in una fase di stallo, ma per puntare all’Europa servono subito i rinforzi. L’approfondimento
Il mercato del Bologna sembra aver tirato il freno proprio nel momento in cui la nuova stagione chiede di accelerare. Dopo gli arrivi di Alhassane, Dovbyk e Amondarain, la sensazione è infatti quella di una squadra ancora a metà del guado: qualche tassello è stato aggiunto, ma diversi altri restano da incastrare per consegnare a Domenico Tedesco una rosa realmente pronta a giocare le proprie carte in chiave europea.
La difesa resta un nodo da sciogliere
Il tempo stringe e le necessità sono piuttosto chiare, soprattutto in una difesa che rischia di dover essere profondamente ridisegnata. L’addio quasi certo di Lucumí, le difficoltà mostrate da Vitík e le incognite legate all’inesperienza e alla continuità di Helland ed Heggem, rendono il reparto arretrato il nodo più complicato da sciogliere.
L’innesto di un difensore di carisma, possibilmente già pronto, risponderebbe a un’esigenza piuttosto lampante, dettando anche la strada da seguire ai giovani del reparto. Come è risaputo dovranno prima partire Casale e Ilic, ma il tempo comincia a stringere e il gioco degli incastri rischia di lasciare il Bologna con il cerino in mano.
Rebus centrocampo: l’addio di Freuler e un’eredità ancora non raccolta
Spostando il focus qualche metro più avanti la situazione non cambia. L’addio di Freuler lascia una lacuna nel reparto, non ancora colmata. Amondarain ha infatti qualità più offensive, Moro non dispone delle giuste caratteristiche per fare da diga davanti la difesa e Ferguson non è in grado di dettare i tempi di gioco.
Nelle scorse ore è stato accostato al Bologna anche Sabitzer, che però è un incursore; un giocatore di tutto rispetto ma comunque dotato di caratteristiche differenti da Freuler. Senza dimenticare che i parametri economici societari, in ogni caso lo relegheranno a sogno di una notte di mezza estate.
Ed è anche qui che il Bologna non può permettersi di sbagliare. Perché nell’elenco dei centrocampisti accostati ai rossoblù possono esserci qualità , talento e prospettiva ma sono pochi quelli capaci di offrire ciò che garantiva Freuler: ordine, equilibio e senso della posizione. Non sostituirlo con un giocatore dalla caratteristiche simili significherebbe correre il rischio di ripetere un errore già pagato caro in passato con Schouten. Perché certi giocatori si rimpiangono spesso quando se ne vanno: ci si accorge della loro assenza soltanto quando al loro posto manca qualcuno capace di fare lo stesso lavoro.





