Bernardeschi mezzala: il numero dieci sempre più al centro del Bologna. Il precedente alla Juventus

Il numero dieci del Bologna pronto ad arretrare il raggio d’azione. Un esperimento già visto ai tempi della Juventus

Ci sono piazze che riescono a tirare fuori il meglio dai grandi talenti, ma anche da calciatori già affermati. Bologna, nella sua storia, lo ha fatto anche con campioni come Roberto Baggio e Giuseppe Signori, diventati simboli di una città che sa esaltare chi ne sposa lo spirito. Oggi, quell’atmosfera speciale continua a fare la differenza e Federico Bernardeschi l’ha saputo fin dal suo arrivo sotto i Portici, ritrovando entusiasmo, continuità e un ruolo centrale nel progetto.

Bernardeschi mezzala: il precedente alla Juventus

Dopo una stagione però potrebbe però già trovarsi di fronte a una nuova sfida. Non più soltanto confermarsi, ma reinvertarsi. Come ormai risaputo Tedesco sta cucendo sulle spalle del numero dieci in questo precampionato il ruolo di mezzala: una posizione ibrida tra centrocampo e attacco per poter sfruttare al meglio le sue qualità negli ultimi metri.

Un ruolo che però non è inedito per Bernardeschi: infatti durante una vecchia conferenza (prima della sfida con il Chievo) l’allora tecnico della Juventus Massimiliano Allegri lanciò la suggestione tra lo scetticismo generale: “In questo momento può giocare da esterno: nei quattro, o nei tre, di centrocampo. O, addirittura, in certe partite potrebbe anche fare la mezzala“.

Bernardeschi: qualità al servizio della squadra

Una mossa da alchimista quella dell’attuale tecnico del Napoli per poter far “mangiare tutti” nel suo ristorante a cinque stelle, visto il parco attaccanti a disposizione della Vecchia Signora. Un sacrificio quello fatto dal numero dieci, in virtù di un bene più grande: la squadra. Un’attitudine che stupisce fino a un certo punto, visto che qualche anno prima alla Fiorentina, Paulo Sousa lo utilizzò come esterno a tutta fascia nel 3-4-1-2.

Un “sacrificio” chiesto anche dal nuovo tecnico del Bologna Domenico Tedesco, prontamente accettato da Bernardeschi, dopo anni in giro per il mondo e con la bacheca ricca di trofei e soddisfazioni personali.

Un ritorno al passato, segnato da un piccolo sacrificio individuale, pronto a diventare un grande guadagno collettivo: l’auspicio è anche questa volta la sua disponibilità a cambiare pelle possa trasformarsi in rendimento, gol e soprattutto risultati.