Le parole del centravanti ucraino del Bologna sull’addio alla Roma e la nuova esperienza sotto i Portici
Nel calcio il confine tra consacrazione e incompiutezza è spesso più sottile di quanto raccontino i numeri. Artem Dovbyk lo ha attraversato in pochissime stagioni: da protagonista assoluto nella favola Girona (annata chiusa da Pichichi della Liga), a una parentesi romana incapace di mantenere le stesse promesse, frenata da un rendimento discontinuo e da qualche problema fisico di troppo.
Tuttavia certe storie non si esauriscono al primo bivio, e questo la sa bene anche il diretto interessato, tanto che nell’ultima intervista rilasciata a La Repubblica ha ripercorso proprio queste fasi.
Le parole di Dovbyk
Il centravanti esordisce lanciando già la sfida: “In Italia non avete ancora visto la mia miglior versione, ma spero e credo che qui riuscirò a mostrarla, ora sento di poter tornare a divertirmi col calcio. Sto ritrovando quell’emozione, mi sento importante per il club”.
Poi prosegue svelando dei retroscena di mercato: “Finito il ritiro la Roma mi ha detto di andare altrove per cercare minuti. Sono stato molto vicino al Milan, ma mancavano tre giorni alla fine del mercato e non ci fu tempo“. Successivamente sposta il focus sui problemi fisici e il minutaggio ridotto: “Ho iniziato la stagione giocando poco e mi hanno fatto capire che sarei stato l’attaccante di riserva. Mi stavo preparando per un’annata lunga da protagonista, ed è stato difficile capire che non sarebbe stato così. Giocavo sempre meno e non mi divertivo più, poi mi sono infortunato. È capitato di tutto e ora voglio solo giocare e godermi il campo“.
Le parole di Dovbyk sulla scelta di giocare al Bologna
Infine chiosa spiegando la scelta di giocare a Bologna e svelando alcuni retroscena: “Di Vaio mi chiamò quattro anni fa, giocavo al Dnipro. Parlammo due o tre volte per discuterne, ma spendere tanti soldi per un attaccante che aveva giocato solo in Ucraina era troppo rischioso. Quest’estate ho risentito Di Vaio e Tedesco, e ho semplicemente detto ‘se mi volete, se siete convinti di me in un club come il Bologna io vengo'”.





