Parla l’ex tecnico dei rossoblù (durante la stagione 2006/07), in vista del derby emiliano contro i neroverdi.
Lucumi, Freuler, Castro e dulcis in fundo anche Rowe. Quattro pezzi pregiati partiti da Bologna, che hanno lasciato il segno,indebolendo una rosa che nelle ultime stagioni ha regalato grandissime gioie ad una città ed ambiente straordinari. Una squadra quella rossoblù che ha iniziato nel modo peggiore possibile il nuovo corso con Domenico Tedesco, complici due sconfitte che con un pizzico di fortuna potevano tranquillamente diventare perlomeno altrettanti pareggi.
Ma non c’è tempo per piangersi adosso, perchè il calendario riserva subito agli emiliani il primo derby della stagione, in programma oggi pomeriggio al Dall’Ara (ore 18) contro il Sassuolo. Andrea Mandorlini, uno che sulla panchina rossoblù e neroverde è stato presente (in entrambi i casi in Serie B), agli inizi degli anni 2000, prova a fare una disamina sul quel che è stato il mercato estivo portato avanti dalla dirigenza bolognese, inquadrando quelle che possono essere le prospettive stagionali degli emiliani.
Mandorlini, un mercato che per il Bologna è stato incentrato più sulle uscite che sulle entrate : è in grado di rimanere competitivo anche quest’anno?
“Alla base nella squadra di Tedesco sembrano esserci delle qualità indiscutibili. I risultati che ha ottenuto negli ultimi anni, hanno dimostrato come il Bologna si sempre stato nelle condizioni di giocarsela per un posto in Europa. Sono sicuro che i risultati positivi inizieranno ad arrivare molto presto”.
A proposito, un campionato iniziato con due sconfitte in altrettante partite, ma con il rammarico di come forse avrebbe meritato qualcosa in più.
“Ho visto la partita di lunedì sera contro l’Atalanta e la sconfitta è stata sicuramente immeritata. Vedendo anche come è maturata quella contro la Lazio, posso tranquillamente affermare come il Bologna sia in credito con la fortuna”.
Potenzialmente, ha le carte in regola per continuare ad ambire ad una qualificazione europea?
“Direi di si, in base ai risultati dell’ultimo biennio, ma non è facile. Perché ci sono tante squadre che hanno la stessa ed identica ambizione. Però ogni stagione ha la sua storia e siamo ancora all’inizio del campionato, con tante partite a disposizione per provare a risalire la china”.
Sassuolo in arrivo al Dall’Ara
All’orizzonte il derby contro il Sassuolo.
“Una partita sentitissima in Emilia, da sempre particolare. Di fronte ci saranno due squadre che vorranno fare bene, soprattutto quella di Tedesco che vuole conquistare i primi tre punti del campionato. Siamo di fronte ad un derby, di conseguenza sarà aperto a qualsiasi tipo di risultato”.

Una sfida particolare, in cui lei è un doppio ex.
“Sono passati tantissimi anni da quando ho allenato entrambe le squadre, sono state delle esperienze bellissime ma diverse. A Bologna ho avuto la fortuna di stare in una grande società, che voleva risalire dalla B alla A e di vivere in una città bellissima, ma in un momento particolare della mia vita personale. In quel periodo infatti subì la grave perdita di mio padre, cosa che mi costringeva a fare su e giù fino a Ravenna.
A Sassuolo ricordo ancora come disputammo un campionato in B andando oltre le più rosee aspettative. Centrammo un grande settimo posto finale, mancando l’approdo ai playoff per solamente quattro punti. Fu veramente un grande peccato, ma questo fa parte del calcio”.
Sull’arrivo di Tedesco a Bologna
Tedesco è il profilo giusto per il dopo Italiano?
“Siamo sicuramente di fronte ad un tecnico che è arrivato a Bologna con delle credenziali importanti. Ha fatto sempre bene in tanti campionati diversi per livello di difficoltà, ha anche allenato la Nazionale Belga e grandi calciatori come De Bruyne e Lukaku. D’accordo come quello italiano sia anch’esso difficile, ma ha comunque le carte per imporsi anche da noi”.

Orsolini e Bernardeschi: la sensazione è che l’importanza di entrambi anche quest’anno sarà imprescindibile.
“Assolutamente sì. Riccardo è ormai diventato un idolo di tutta la città e se in forma può ancora fare la differenza. Lo stesso dicasi per Federico, che ha sempre avuto grandissime qualità e ha continuato a dimostrarlo nelle partite contro la Lazio e l’Atalanta. Due calciatori del genere, sono sempre ben accetti in ogni squadra”.





