Parla l’ex giocatore ed allenatore rossoblù che analizza quello che è stato l’inizio di stagione degli emiliani.
Una Serie A che sta attraversando due settimane di sosta forzata per gli impegni della Nazionale, ma che per il Bologna si sta trasformando in un momento di riflessione. Un inizio con il freno a mano tirato in campionato, che ha portato al primo colpo di scena di una stagione che per i rossoblù è iniziata con tanti cambiamenti, a cominciare da quello della guida tecnica.
Per un Domenico Tedesco che sembrava essere il profilo ideale per cancellare l’addio di Vincenzo Italiano, dopo il biennio bellissimo vissuto sulla via Emilia, di colpo il tecnico italo-tedesco ha fatto cilecca dopo sole quattro giornate di campionato, dando a Raffaele Palladino l’opportunità di rimettersi in gioco, dopo aver lasciato l’Atalanta probabilmente senza una vera e propria motivazione di fondo.Franco Colomba, ai microfoni di Bologna Sport News, prova a fare un’analisi di quel che è stato dell’inizio dei rossoblù, con la speranza che le cose inizino a cambiare già a partire dalla trasferta di Lecce.
Colomba, la prima sosta del campionato è arrivata nel momento giusto per la situazione del Bologna?
“Si, perchè c’è ne era proprio di bisogno. Palladino che è arrivato da poco, sta avendo il vantaggio di avere a disposizione un po’ di tempo in più per conoscere la squadra e i calciatori per cercare di correggere gli errori che sono stati commessi nelle prime quattro giornate. Alcuni sono però impegnati con le Nazionali, ma pazienza”.
Sull’addio di Tedesco ed arrivo di Palladino
Palladino è stata la scelta giusta per sostituire Tedesco?
“Sono sincero ed onesto: mi è dispiaciuto molto l’esonero di Tedesco. Avrebbe probabilmente meritato ancora la fiducia della società. In fondo ha perso solamente due partite non meritandole, se si pensa a come la squadra ha giocato sia contro la Lazio e l’Atalanta. La sconfitta di Napoli è stata probabilmente quella che ha convinto la dirigenza a cambiare, perchè la squadra non ha fatto bene nei novanta minuti, mostrando sempre un atteggiamento remissivo.”

Cosa ha portato di diverso?
“Difficile da dirlo adesso. Dalla sua ha il vantaggio della perfetta conoscenza del campionato italiano, delle sue difficoltà, ad iniziare dagli avversari e giocatori da affrontare. Parliamo di un allenatore che dovunque sia andato ha sempre dimostrato di essere all’altezza della situazione. Spero vivamente che possa essere cosi anche a Bologna.”
Che ha anche allenato un anno e mezzo a Parma.
“Si, ma il rammarico è stato quello di averlo avuto poco tempo a disposizione per un lungo infortunio che subi in quel periodo. Pero di lui non posso che parlare benissimo, visto che ho avuto il piacere di allenare un ragazzo intelligente e che già in quel periodo si vedeva che poteva fare l’allenatore.”
Cosa pensa di Darmian
Cosa può portare Darmian alla causa Bologna?
“Sicuramente un bagaglio di esperienza importante in una squadra che ne ha di bisogno dopo le partenze estive e il brutto infortunio che ha subito Holm. Non c’è dubbio come sia un innesto che può ritornare utile per la causa bolognese in una stagione che è ancora all’inizio e con tante partite da disputare.”

Può ripetere quanto fatto la scorsa stagione con l’Atalanta?
“Molto difficile, perchè non è mai semplice stare a quei livelli. Dipende da tanti fattori, ad iniziare dal fatto di come si inseriranno i nuovi, se soprattutto sapranno essere nelle condizioni di sostituire chi è partito da Bologna durante l’ultima estate.”
Sugli obiettivi stagionali e rossoblù chiamati in Nazionale.
Un Bologna che quest’anno sembra avere nella metà classifica l’obiettivo massimo.
“Siamo ancora ad inizio campionato, ma di sicuro siamo di fronte ad una squadra che si è rinnovata durante l’ultima sessione estiva di calciomercato, con un progetto tecnico nuovo e nel parco giocatori. Adesso non serve stabilire l’obiettivo stagionale, conta conquistare la prima vittoria stagionale per ritrovare fiducia, morale ed autostima.”
In compenso si sta godendo Cambiaghi e Pessina che sono stati chiamati da Mancini in Nazionale.
“Credo che sia il giusto premio per una società che negli anni ha dimostrato di lavorare benissimo. Entrambi hanno meritato la chiamata per quello che hanno fatto vedere in maglia rossoblù. Il primo mi è piaciuto molto contro il Belgio e mi piace parecchio in generale. Vedo in lui un esterno con tanta generosità, molto interessante e che ancora ha margini di crescita. Il secondo è stato premiato per quello che ha fatto vedere quando è stato chiamato in causa, già da giovane ha la possibilità di frequentare il gruppo azzurro e mi auguro possa avere l’opportunità per disputare delle partite anche in Nazionale.”

Il ricordo del primo Mancini “bolognese”.
Ha anche giocato con Mancini a Bologna.
“Si e ricordo che a sedici anni, alla prima stagione in Serie A realizzò nove reti che gli permisero sin da ragazzino di imporsi all’attenzione del calcio italiano.”
Che tifo si deve aspettare l’Italia al Dall’Ara?
“Bologna è sempre stata una piazza calorosa, mi aspetto che tutto lo stadio risponda presente in quello che è un appuntamento atteso da tutta la città. Anch’io sarò probabilmente presente e mi auguro di vedere un’altra bella prestazione della nostra Nazionale”.





