Bologna, cosa è cambiato in un mese di Palladino? I risultati faticano ad arrivare

Bologna, da Tedesco a Palladino: i risultati faticano ad arrivare anche con l’allenatore ex Atalanta e Fiorentina 

“Questa posizione in classifica non è qualcosa a cui il Bologna è abituato ma con il lavoro miglioreremo”. 

Queste sono le parole di Raffaele Palladino nel post match contro l’Inter. Il tecnico ex Monza ha raccontato le difficoltà del gruppo di risollevarsi in un contesto di classifica che vede Orsolini e compagni a solo più uno dalla zona retrocessione.

Il Bologna a due facce di Palladino

Una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte. Un bottino di certo non dal Bologna che ha abituato i propri tifosi negli ultimi tre anni. In tre gare con Palladino sono arrivati quattro punti ma per ritornare quella bella realtà che ha incantato tutti ci vuole ben altro.

Sia contro il Torino che con Lecce e Inter, il Bologna è stato protagonista di un buon primo tempo, andando sempre in vantaggio ma nel corso della seconda frazione c’è stato un calo di ritmo a dir poco preoccupante.

Sintomo di un modulo, il 3-4-2-1, che porta la squadra a perfomare molto nei primi minuti con un’aggressività molto alta, ma allo stesso tempo a un disequilibrio nella gestione del match con l’andare avanti nei minuti.

Miranda e Zortea hanno più libertà di attaccare, ma allo stesso tempo i difensori centrali nei minuti finali hanno dimostrato enormi limiti nel saper gestire i contropiedi.

Un dettaglio in cui Palladino ci dovrà lavorare nelle prossime settimane, aiutato da una società che sicuramente dovrà operare nel mercato di gennaio per rinforzare il centrocampo e il reparto arretrato. Le prossime partite contro Cagliari, Milan e Monza saranno un banco di prova fondamentale per capire il tipo di campionato che dovrà affrontare la formazione felsinea.

Bologna gol vs Inter
Il Bologna a due facce di Palladino. Bologna Sport News (Foto di Emmanuele Ciancaglini/Getty Images Via OneFootball)

Bologna, il ruolo di Palladino nella crescita dei giovani 

Palladino ha anche tra le mani tanti calciatori che sono un vero e proprio patrimonio per la società come Pessina, Helland, Amondarain ed Enem: “Dobbiamo far crescere i tanti giovani, che sono il patrimonio di questa società. Io cercherò di far giocare tutti perché tutti possono essere utili”.

Se l’attaccante ha trovato il proprio spazio, scalzando Dovbyk, l’argentino e il norvegese devono entrare nelle rotazioni dell’ex Atalanta. Sarà compito di Palladino contribuire alla crescita di questi talenti per cercare di avere forze fresche nel dispendioso 3-4-2-1.