Le parole del tecnico Pisacane di qualche settimana fa spingono a fare delle valutazioni sul rendimento casalingo del Cagliari. L’approfondimento
Certe frasi, nel calcio, sono destinate a sopravvivere alla domenica in cui vengono pronunciate. Restano sospese nell’aria, quasi in attesa che il campo ne riveli fino in fondo il significato. Quando Fabio Pisacane disse: “Se alla sesta giornata l’allenatore della Juventus è preoccupato di non vincere a Cagliari significa che siamo sulla strada giusta“, non si limitava a lanciare un messaggio agli avversari: rivendicava un’identità, la volontà di trasformare la propria casa in un luogo tutt’altro che ospitale.
Il rendimento casalingo del Cagliari
Parole che oggi invitano a guardare oltre le dichiarazioni e a interrogare i numeri, perché è proprio tra le mura amiche che si misura una parte sostanziale del carattere di una squadra. E il rendimento casalingo dei sardi racconta una storia che merita di essere letta con attenzione: quella di una squadra coriacea, che eccezion fatta per il match di Coppa Italia perso contro il Verona, nell’ultimo periodo (contando anche la seconda parte di stagione scorsa) ha perso in campionato solo con Inter (0-1), Napoli (0-1), Como (1-2), Udinese (0-2) e Lecce (0-2).
Allargando il discorso alle ultime 14 partite casalinghe del Cagliari in campionato le sconfitte sono sei (a quelle menzionate poco fa va aggiunta quella con il Milan), ma di cui quattro contro avversarie di altissima classifica. Nelle restanti otto sono però arrivati sei successi (contro Lecce, Torino, Atalanta, Cremonese, Verona e Juventus) e due pareggi (contro la Juventus poche settimane fa e contro la Lazio).
Il Bologna a Cagliari per vincere
Le dichiarazioni di Pisacane tornano di moda in questi giorni, poiché l’ottima classifica sempre spianare ai padroni di casa la strada per un campionato tranquillo.
Ora su quella stessa strada troveranno un Bologna in evidente difficoltà e alla disperata ricerca di punti per uscire dalla zona calda di classifica. L’appuntamento è ormai fissato per domani pomeriggio alle 15: i padroni di casa proveranno a trasformare le promesse e i proclami in consacrazione. Se la strada imboccata sarà realmente quella giusta, saranno solo i prossimi 90 minuti a indicarlo.





