Il centrocampista argentino classe 2005 ritrova il campo in una posizione già ricoperta in passato. L’approfondimento
Talvolta, per scoprire nuove strade, occorre avere il coraggio di ripercorrere quelle già battute. Nel calcio, del resto, il confine tra innovazione e riscoperta è spesso assai più sottile di quanto si possa immaginare: ciò che oggi appare come un esperimento, una soluzione estemporanea dettata dalle circostanze o un’intuizione maturata nel corso della partita, può celare le tracce di un passato mai del tutto dimenticato.
Amondarain: l’esperimento di Cagliari
È in questa prospettiva che si inserisce la scelta di Raffaele Palladino di affidare ad Amondarain la corsia destra del centrocampo nella sfida contro il Cagliari, restituendo al giocatore una collocazione tattica che affonda le proprie radici nelle esperienze vissute in Argentina.
Ieri nel match contro i sardi, il tecnico lo schiera infatti come esterno di centrocampo largo a destra, una soluzione che in parte è dettata dall’emergenza ma che non è frutto del caso, visto che il classe 2005 aveva già vestito i panni dell’esterno con discreti risultati.
Amondarain: ritorno al passato
Amondarain ha infatti agito come esterno destro già altre tre volte con la maglia dell’Estudiantes, trovando anche una rete in Copa Argentina contro il Rosario Central. Con la stessa maglia ha anche alzato il proprio raggio d’azione, agendo anche come ala destra in due match di Copa Libertadores, anche in questo caso con buoni risultati, avendo servito un passaggio decisivo nel match pareggiato contro il Cusco.
Resta da comprendere quindi se Palladino abbia intenzione di cucirgli addosso ancor di più questo abito per le serate di gala del suo Bologna, o se invece cambiare vestito per affidargli le chiavi del centrocampo. Quello che ormai si può dire è che non risulta una soluzione di emergenza e in futuro potremmo vedere altre volte il numero otto muoversi in quelle zolle.





