Il difensore belga del Bologna, arrivato in estate al posto di Jhon Lucumí, sta ancora faticando. L’approfondimento
Ci sono maglie che non si limitano a vestire un calciatore, ma portano con sé il peso di una storia, di un percorso e, talvolta, di un’eredità particolarmente ingombrante. È proprio in questa dimensione che si inserisce il momento di Arthur Theate, chiamato a Bologna a raccogliere un testimone tutt’altro che leggero: quello lasciato da Jhon Lucumí, difensore che nel corso della propria esperienza in rossoblù aveva saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto rilievo, diventando un riferimento imprescindibile per il reparto arretrato.
Bologna: Theate in difficoltà
Un’eredità importante, dunque, che il centrale belga avrebbe dovuto raccogliere con personalità e autorevolezza, dando continuità a un impianto difensivo costruito anche sulle certezze del suo predecessore. Eppure, tra le aspettative della vigilia e quanto mostrato sul rettangolo verde si è aperta una distanza che, con il passare delle settimane, appare sempre più difficile da ignorare.
Il rendimento di Theate, nel complesso, si è rivelato fin qui deludente. Non tanto per qualche fisiologico passaggio a vuoto, inevitabile nel percorso di qualsiasi difensore, quanto per una serie di incertezze che hanno finito per minare la fiducia riposta nelle sue qualità.
Theate: due errori pesanti
Gli ultimi due errori contro Milan e Monza, nel giro di pochi giorni, vanno in questa direzione e sono il sintomo evidente di difficoltà palesi, che rendono il centrale belga l’anello debole della cerniera difensiva, almeno se si prendono in considerazione le ultime settimane.
Un rendimento deludente che per il momento non deve far scattare l’allarme ma che se venisse confermato anche nelle prossime settimane, potrebbe diventare rapidamente un tema caldo in casa Bologna.





