Il Bologna arriva alla sosta di novembre forte di 18 punti raccolti nelle prime 12 giornate, frutto di 4 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte, con 13 gol fatti e 10 subiti. I rossoblù, ad oggi, si trovano in piena corsa per l’Europa. Il Bologna è infatti settimo, al pari della Roma, a sole due lunghezze dalla zona Europa League e a tre dal quarto posto. Come riportato dall’edizione odierna del Resto del Carlino, la sconfitta contro la Fiorentina di Vincenzo Italiano, ha evidenziato ancora una volta le, seppur poche, crepe presenti in questo Bologna. Non tanto in fase difensiva, dove i due gol sono arrivati su rigore e su magia di Bonaventura, quanto più in attacco.
Il discorso è sempre lo stesso, ma la sconfitta di Firenze lo ha probabilmente cerchiato di rosso in maniera definitiva: per vincere non basta la difesa, servono i gol. Nonostante i due palloni raccolti da in fondo al sacco da parte di Skorupski, la squadra di Thiago Motta, in virtù dei 10 gol subiti da inizio stagione, rimane la terza miglior difesa del campionato, dietro soltanto ad Inter e Juventus, che ad oggi sono rispettivamente prima e seconda anche in classifica generale. A Firenze è arrivato il quarto gol di Zirkzee, che ha raggiunto Orsolini in vetta alla classifica cannonieri del Bologna, che vede Ferguson completare il podio con 3 gol. Questi tre giocatori, da soli, hanno segnato 11 dei 13 gol totali del Bologna da inizio campionato. Chi realmente sta mancando, ad eccezione di Orso, sono gli esterni. Karlsson, fino ad ora autentico oggetto misterioso, starà fuori dai campi per un po’ e rischia seriamente di chiudere l’anno solare senza nemmeno un gol o un assist all’attivo. Lo stesso bottino lo ha raccolto finora anche Ndoye, che è apparso più spento nelle ultime uscite, rispetto al giocatore ammirato, sebbene con poca precisione sotto porta, nelle prime presenze in rossoblù. Capitolo Saelemaekers: per lui solo un assist, anzi più un tiro sporco finito nei piedi di Ferguson, contro il Frosinone, e zero gol. Il belga, anche contro la Fiorentina, si è dimostrato il giocatore visto al Milan nelle ultime stagioni. Tanta gamba, tanto sacrificio, ma quando c’è da buttarla dentro iniziano i problemi.
Il calcio non è matematica e, soprattutto, l’Europa non è né un obiettivo né un termine di paragone per valutare la stagione del Bologna. Chiaro che, rinunciare a provarci potrebbe essere un rimpianto molto grande. È bene ricordare che 18 punti in 12 giornate li aveva raccolti anche il Bologna di Mihajilovic due anni fa, salvo poi crollare nel girone di ritorno. La cosa che più “spaventa” se così si può definire, è la proiezione punti. Il Bologna ha, infatti, raccolto 1.5 punti di media a partita. Se la squadra dovesse tenere questa media per tutto il campionato, a fine stagione i punti sarebbero 57, tre in più dello scorso anno (che significherebbe comunque una crescita in positivo) ma che non sarebbero garanzia di Europa.
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