Con l’inizio del ritiro estivo ormai alle porte, resta da capire chi tra Skorupski, Ravaglia e Pessina difenderà la porta rossoblù.
Ormai ci siamo, ancora una settimana di attesa prima dell’inizio ufficiale della nuova stagione.Un Bologna ancora non del tutto delineato e ci mancherebbe, che ha nella questione legata ai portieri uno dei dilemmi da risolvere durante la sessione estiva di calciomercato.
Ad iniziare da Ravaglia, che ha fatto chiaramente capire come il ruolo di dodicesimo non sia più per lui particolarmente gradito, tanto è vero che ha chiesto alla dirigenza di essere ceduto. L’interessamento del Torino nei suoi confronti potrebbe spingerlo a cambiare aria e sposare la causa granata dove potrebbe ricevere la titolarità del ruolo dal neo tecnico Ignazio Abate. Discorso diversamente opposto per Lukasz Skorupski che anche quest’anno ambisce ad essere il titolare indiscusso della porta bolognese, dopo esserlo stato sia con Thiago Motta che con Vincenzo Italiano.
Tenerli entrambi, non sarebbe sbagliato
Nel contesto di una strategia, quella della società bolognese, di disporre anche nella nuova annata di due portieri affidabili in una stagione senza competizioni europee, ma con l’ambizione di disputare un campionato ad altezza Europa, unito ad una Coppa Italia che per il Bologna partirà dagli ottavi di finale per il terzo anno consecutivo.
Il tutto con un terzo incomodo, che risponde al nome di Pessina, diviso tra la possibilità di andare a giocare in prestito in una squadra di Serie B e rimanere a disposizione della formazione rossoblù, pronto a giocarsi le sue carte anche con Domenico Tedesco.Un primo segnale di come forse siamo di fronte ad una promessa pronta ad esplodere lo si è già visto lo scorso mese di novembre, quando Italiano non si fece di certo pregare nel gettarlo nella mischia nella sfida vinta contro il Napoli di Antonio Conte.

Chi saranno i difensori della porta bolognese?
Situazione tutta in divenire quindi, ma che imporrà la dirigenza bolognese a prendere una decisione mirata, perché l’importanza dei portieri, spesso e volentieri, è uguale o quasi a quella di un centravanti. La sensazione è che su chiunque cadrà la scelta, il Bologna disporrà di due “difensori della porta” nelle condizioni di determinare il destino di una partita e volendo anche di un’intera stagione, che potrebbe anche significare la conquista della terza qualificazione europea nelle ultime quattro stagioni.
Quell’approdo oltre i confini nazionali centrato nel 2024 (in Champions League), lo scorso anno (in Europa League) e che è sfumato quest’anno per i tanti punti persi contro le piccole al Dall’Ara, che hanno pesato sulla possibilità di centrare il settimo posto e il conseguente accesso alla Conference League.





