Il centrocampista scozzese è costretto a fare di necessità virtù ricoprendo compiti non adatti alle sue caratteristiche. L’approfondimento
C’è un sottile paradosso nel percorso di Lewis Ferguson al Bologna: quello di un calciatore che, nel tentativo di adattarsi alle necessità della squadra, rischia di smarrire proprio i tratti che ne avevano consacrato l’identità. Lo scozzese, un tempo incursore raffinato, abile a trasformare gli spazi in occasioni di pericolo, è oggi chiamato a vestire panni che non gli appartengono del tutto.
Ferguson e un equivoco tattico da risolvere
Dalla trequarti di Thiago Motta alla mezzala, fino all’attuale collocazione in un centrocampo a due, il suo itinerario tattico somiglia sempre più a una metamorfosi imposta dalle circostanze che a un’evoluzione naturale del suo repertorio. Mentre un tempo era il gioco a cercare i suoi inserimenti, oggi è Ferguson a dover cercare il gioco, caricandosi sulle spalle responsabilità di regia che ne appesantiscono la manovra e ne attenuano l’istinto.
Un equivoco tattico che sembra aver imprigionato lo scozzese e da cui forse è piuttosto complicato uscire, anche per mancanza di alternative. La lacuna è sicuramente stata acuita dall’addio di Freuler, ma anche da un graduale allontanamento dal terreno di gioco di Nikola Moro. E così a farsi carico della manovra è stato Lewis Ferguson: lo scozzese è diventato dunque maestro d’orchestra, senza aver la bacchetta e senza saper leggere lo spartito. Ne consegue che si fa fatica a produrre una sinfonia melodica, anche per via di una squadra con evidenti limiti strutturali e uno dei calciatori simbolo finito vittima di un equivoco tattico senza uscita.
Ferguson e un raggio d’azione limitato
Sia con Tedesco che con Palladino il centrocampista si è fatto carico di responsabilità più grandi del proprio bagaglio tecnico. Una riduzione del raggio d’azione che gli preclude la possibilità di emergere, mettendo al tempo stesso in difficoltà una squadra, non ancora in grado di avere una manovra di gioco fluida. Il mercato di gennaio potrebbe arrivare in aiuto di squadra e giocatore, entrambi alla disperata ricerca del loro abito migliore.





