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Bologna, la rivelazione di Di Vaio: “Potevamo prendere Jashari due anni fa”

Tra i tanti ospiti all’evento ‘Colpi da Maestro’ per l’apertura del calciomercato a Rimini, c’è stato anche Marco Di Vaio. Il dirigente del Bologna ha parlato di diversi temi, facendo anche una curiosa rivelazione di mercato su uno dei migliori talenti in Europa, ora valutato 35 milioni di euro.

Di vaio sui suoi inizi da dirigente

Potevo continuare a giocare un altro anno, ma poi il presidente ha comprato il Bologna e mi ha chiesto di lavorare nel club. Dopo l’ultimo rinnovo col Bologna era previsto già qualche anno da dirigente, poi sono partito per Montreal e non ci ho più pensato… poi ho iniziato vicino alla squadra, avevo bisogno di vivere il campo e lo spogliatoio. Poi dopo un anno e mezzo ho cambiato visione, e ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti come Bigon, Corvino, Sabatini e Sartori. Un periodo di apprendistato ci voleva, prima di iniziare a pensare da ds. Ho rubato qualcosa da tutti: a Sabatini è stato difficile rubare l’intuito, Bigon era bravo a scegliere i giocatori, Corvino l’ho capito poco perché avevo appena smesso. E ora con Sartori stiamo facendo belle cose fortunatamente.

Su come è cambiato il ruolo di ds

Sono cambiati gli obiettivi e i competitor, ora all’estero ci sono proprietà importanti che sono diventati competitivi e ora è difficile comprare da loro. E quando arrivi adesso su un giocatore c’è tanta concorrenza. È diventato un mercato molto complicato.

Sul calo del calcio italiano

Vivevo in un’epoca diversa. Oggi il costo degli italiani è alto, i giovani stranieri sono più semplici da prendere. E poi c’è la questione delle seconde squadre, è lì che vengono sviluppati i calciatori. Con la seconda squadra puoi gestirli internamente, senza prestiti. Lo vedi con la Juventus, guardate quanti giocatori ha formato la Next Gen. Questa può essere la strada importante da seguire”.

Sui successi del Bologna

Avere continuità è un grande vantaggio. Ora noi conosciamo meglio le idee di italiano e come gestisce lo spogliatoio. Ci siamo mossi in fretta prevedendo ciò che stava succedendo in serie a. Non abbiamo avuto paura di perderlo, ma vedevamo cosa stava per succedere e noi volevamo assolutamente proseguire con lui.

Jashari, centrocampista del Bruges e della Svizzera (Photo by Johnnie Izquierdo/Getty Images Via One Football)

Sul mancato arrivo di Jashari

Un rimpianto perché potevamo prendere è Jashari, due anni fa potevamo prenderlo dalla Svizzera e ci siamo trovati contro una società che 10/20 anni fa non sarebbe mai potuta essere una concorrente, ovvero il Club Brugge. L’orgoglio è aver creato una società in cui tutti sono dalla stessa parte e dal poter dare continuità alle scelte, soprattutto dal punto di vista degli ideali di chi è al Bologna. Questo permette di creare un’anima dentro un club.

Sulla vittoria come migliore ds

Vincere un trofeo col Bologna dopo tanto tempo è stato bellissimo e vincerlo da dirigente è stato ancora più bello perché capisci le difficoltà che ci sono. È stata una vittoria della città, rivedere anche oggi le immagini è incredibile. Ci siamo regalati un sogno enorme, vincere è stato motivo di orgoglio e vincere il premio è da condividere con tutti, da Sartori a Fenucci fino a squadra e mister.

Sul futuro di Orsolini

Onestamente lui stesso ha la volontà di voler continuare con noi, e siamo felicissimi di questo. Riccardo rappresenta il club, è il giocatore da più anni con noi e dal punto di vista tecnico e umano è il più rappresentativo. Stiamo pensando di andare avanti ed eventualmente nel tempo prolungare il contratto.

Su Ndoye e Beukema

Non c’è niente di nuovo, non sono vicini al Napoli ma sono giocatori nostri. Sappiamo dell’interessamento, abbiamo parlato con il Napoli di Beukema e Ndoye, ma andiamo avanti con la nostra programmazione e continuiamo con i ragazzi. Fra 10 giorni inizia il ritiro e se non ci saranno colpi di scena li aspettiamo all’inizio della stagione.

LEGGI ANCHE: Gudmundsson-Bologna: il gioco vale la candela? Pro e contro dell’operazione

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