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Primavera, Simone Rabbi: “Giocatore preferito del Bologna? Palacio, da lui ho solo da imparare”

Capitano, simbolo e anima di una formazione, quella Primavera, che nei prossimi due mesi dovrà fare di tutto per conquistare la salvezza in Primavera 1: all’ìinterno di Bfc Week, il nuovo appuntamento settimanale targato Bologna Fc c’è spazio anche per le Giovanili, e per la prima puntata si è deciso di fare un rapido, ma esaustivo, botta e risposta con Simone Rabbi, attaccante classe 2001 che il prossimo 30 ottobre compirà 20 anni. Nato a Bologna, col cuore che pulsa di rossoblù, Simone in questa stagione, oltre ad aver collezionato minuti in Serie A nella prima parte di campionato, ha trovato la rete per ben 4 volte in campionato sotto la gestione Zauri, arricchite da un assist. Sabato, contro la Spal, l’occasione per vincere il derby e guadagnare minuti importanti. Ma torniamo a Simone: “Modulo preferito? 4-3-3, o 4-2-3-1, preferisco fare la seconda punta o l’esterno offensivo di sinistra. Giocatore preferito del Bologna? Rodrigo Palacio, senza dubbio, da lui ho solo da imparare. La mia squadra del cuore è il Bologna, il mio sogno nel cassetto è quello di giocare fisso in Prima Squadra. Sogno Nazionale? Riconquistare la maglia azzurra della mia Under (al momento Simone è un Under 20), poi magari giocare in Nazionale A. Vincere il Mondiale? Sarebbe il massimo. L’esordio con la Nazionale (Under 17, tra l’altro al Cavina contro il ‘suo’ Bologna, in un’amichevole pre-Europeo, ndr), e quello a San Siro, li ho festeggiati con la mia famiglia. Essere allenati da Zauri e Mihajlovic? Un privilegio, ti insegnano tanto, ogni volta che scendi in campo, per un allenamento o una partita, puoi continuare a migliorare, e questa è la cosa più importante. La differenza negli allenamenti? Sicuramente l’intensità, e la qualità abbinata all’intensità. Il mio giocatore preferito, in attività, è Lewandowski, mentre mi piace il Manchester City e Guardiola. Futuro da allenatore? No”.

Idee chiare, forte vicinanza col territorio e radici rossoblù: il Bologna può, e deve, ripartire anche dal suo vivaio ‘Made in Casteldebole’ per provare a garantirsi un futuro diverso. Con la pazienza necessaria per aspettare i suoi cinni. 

 

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