Nel Bologna che sogna la Champions, c’è un reparto che più di tutti sta facendo la differenza. Non si tratta solo della difesa granitica o di un centrocampo in crescita: a brillare sono soprattutto gli esterni d’attacco, trasformati da Vincenzo Italiano in veri e propri protagonisti dell’area di rigore. Come riportato da La Gazzetta dello Sport dietro ai 22 gol realizzati dal reparto offensivo sulle fasce c’è un lavoro quotidiano e maniacale.
Le ali devono sentirsi attaccanti, non solo punte esterne
È la frase che Italiano ripete ai suoi esterni d’attacco fin dal primo giorno. Non solo cross o profondità: la richiesta è quella di entrare nel campo, cercare la porta, segnare. Lo ha fatto Riccardo Orsolini, autore di 11 gol stagionali, tra cui reti pesanti alla Lazio, al Lecce e all’Empoli. Da giocatore “di fascia” è diventato un terminale offensivo completo, con 32 reti totali nelle ultime tre stagioni: nessun italiano ha fatto meglio.
Dan Ndoye è l’altro volto della trasformazione. Dalla rete al Napoli dello scorso anno – la sua prima in Serie A – ai 7 gol e 13 assist dell’attuale stagione, lo svizzero è cresciuto in modo esponenziale. Secondo La Gazzetta dello Sport, un componente dello staff di Italiano si ferma spesso a fine allenamento per farlo calciare verso la porta. Ore extra che stanno pagando. Ndoye stesso ha raccontato come, rispetto al passato, ora gli venga chiesto di accentrarsi e cercare la porta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
A completare il quadro c’è Benjamín Domínguez, già a quota 3 gol (più uno annullato a Genova), talento che sta trovando fiducia dopo un inizio complicato. Il suo quinto gol alla Lazio ha mostrato tutto: qualità, inserimento e fantasia. C’è poi Nicolò Cambiaghi, che dopo cinque mesi di stop è tornato a essere utile: 4 assist e un gol, con movimenti sempre più interni rispetto al passato.
In totale sono 22 le reti realizzate dagli esterni, a cui si aggiungono quelle degli ex Karlsson e Iling Jr. È la dimostrazione che, al di là del modulo, è la mentalità a fare la differenza. E al Bologna, sulle fasce, si continua a crescere.
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