Massimo Giletti ha svelato con queste parole la sua passione per la Virtus: "Il basket inizia a scorrere nelle mie vene da ragazzo. La mia scelta nasce negli Anni 70 con Charlie Caglieris, ho seguito spesso la Virtus in trasferta a Roma ma sono stato anche al PalaDozza avendo il privilegio di conoscere l’avvocato Porelli. Il derby poi è sempre stato un inferno ma di quelli fantastici, vissuto spesso in compagnia di Alberto Tomba. Poi via in Piazza Maggiore dopo la vittoria dello Scudetto, in mezzo ai tifosi. Ora vivo sotto scorta ma ho sempre amato stare in mezzo alla gente. Virtus e non solo. Una sera in Capannina mi è stata fatta recapitare una splendida bottiglia di champagne: era un omaggio di Myers. Il 22 novembre invece andrà in scena il primo derby senza pubblico, mi auguro resti anche l’unico della storia. Faccio fatica ad accettare lo sport senza tifosi: perde vita ed emozione. Gli atleti non trovano la solita forza a maggior ragione senza la bolgia che accompagna il derby di Bologna. Il calcio si è dato regole precise e spero che anche il basket possa finire il campionato. L’anno scorso la Virtus ha avuto la stessa sfortuna della Lazio che in condizioni normali avrebbe probabilmente vinto la Serie A. Un presidente come Massimo Zanetti però è una garanzia di serietà".
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