Match Analysis: la Sampdoria di D'Aversa

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Sampdoria di Roberto D'Aversa, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

L'obiettivo è dare continuità alla vittoria casalinga di lunedì. L'avversario è la Sampdoria, in casa sua, allo stadio Luigi Ferraris di Genova. Per la 12^ giornata di Serie A andrà in scena Sampdoria - Bologna

La Doria arriva da due brutte sconfitte contro il Torino e l'Atalanta, ed è alla ricerca di punti necessari a dare ossigeno ad una classifica tutt'altro che positiva: i blucerchiati, infatti, si trovano con un solo punto in più della zona retrocessione. E' soprattutto la mancanza di continuità il pericolo numero 1 della formazione di D'Aversa.

La Sampdoria, inoltre, ha una formazione titolare composta da calciatori abbastanza avanti con l'età, con una media intorno ai 28 anni, contro i 25 del Bologna dei giovani. Parliamo, comunque, di una squadra fragile nel reparto difensivo, con 23 gol subiti finora, e un attacco abbastanza abile nell'andare in rete (14 reti segnate). Diversi sono anche i giovani interessanti nelle file dei blucerchiati, come Ciervo, Dragusin e Askiledsen, ma il tecnico D'Aversa concede loro pochi minuti, preferendo puntare sull'usato sicuro, sfruttando l'esperienza del trio offensivo Caputo, Quagliarella e Candreva. 

SISTEMA DI GIOCO:

Si può dire che D'Aversa stia ancora cercando la collocazione tattica migliore per la sua squadra. Infatti la Sampdoria cambia più o meno modulo tutte le partite, anche a seconda dell'avversario. Ma questo ritengo che evidenzi una confusione dal punto di vista tattico. Cercando di snocciolare, però, la collocazione in campo più utilizzata, possiamo dire che il 1-3-4-2-1 / 1-3-5-2 siano i moduli più impiegati dall'ex tecnico del Parma. In fase difensiva, invece, si opta per un classico 1-4-4-2.

FASE DI POSSESSO PALLA: 

La costruzione di D'Aversa prevede che la Sampdoria tendenzialmente ricerchi sempre la profondità costruendo l'azione in modo diretto, con i due difensori centrali o il portiere, superando due linee avversarie, cercando con palloni lunghi o gli attaccanti o il più delle volte Thorsby. Il centrocampista norvegese ha una notevole struttura fisica che gli permette di essere dominante nei duelli aerei. L'obiettivo del gioco di D'Aversa è chiaramente che quest’ultimo riesca a trovare, attraverso delle sponde, i suoi compagni di reparto o gli attaccanti al fine di dar seguito velocemente ad un’azione pericolosa negli ultimi 20-30 metri.

IMMAGINE 1 - Thorsby cercato direttamente dal portiere. Si prova l'attacco diretto. Sulla seconda palla 6 compagni preventivamente smarcati per ricevere e andare velocemente ad attaccare

La Sampdoria dunque non costruisce mai dal basso, anche a causa di mancanza di qualità tecnica nel reparto difensivo e di centrocampo. Infatti i difensori centrali partecipano molto poco alla costruzione, preferendo lavorare sulle coperture preventive. Il giro palla è spesso poco fluido e i calciatori di maggiore qualità ricoprono ruoli troppo offensivi per la partecipazione attiva della costruzione dal basso. 

Uno dei capisaldi del gioco di D'Aversa è la ricerca della verticalità immediata. Questo principio tattico era al centro del progetto Parma, specie con Gervinho e Kulusevski. Con questa Sampdoria, però, bisogna riconoscere che di velocisti ce ne sono pochi e l'unico a cui appoggiarsi è Candreva, calciatore che nonostante l'età non più verdissima è dotato ancora di una gamba importante. Il diktat dell'allenatore della Samp è proprio quello di ricercare velocemente gli esterni o le punte per andare a creare in campo aperto dei continui uno contro uno. Come vediamo nell'immagine 2 i blucerchiati riconquistano palla dopo un calcio d'angolo avversario. Con ancora la squadra schiacciata in area di rigore, si cerca di imbeccare subito Candreva e Gabbiadini che sono rimasti preventivamente a ridosso del centrocampo proprio per sfruttare questa situazione e andare ad attaccare in transizione.

IMMAGINE 2 - Ricerca della verticalità immediata: Candreva e Gabbiadini sono rimasti preventivamente in avanti per sfruttare la transizione e andare velocemente ad attaccare la retroguardia avversaria

La Doria gioca il più delle volte con Caputo e Quagliarella nel reparto offensivo. Si tratta di due attaccanti non particolarmente strutturati fisicamente, ma rapidi e molto bravi nel muovere le difese. Agiscono molto stretti e vicini per scambiarsi di posizione e confondere gli avversari. Raramente danno dei riferimenti e per questo diventano più complicati da marcare. Un'azione pericolosa prodotta spesso dalla Samp la vediamo nell'immagine 3: su rimessa laterale, Caputo effettua un movimento a uscire per proporsi come scarico. Questo movimento apre un varco centrale nella difesa avversaria nella quale si butta un compagno, che va poi a servire Candreva per il gol del 2-0. Il difensore dello Spezia si trova obbligato a fare una scelta: o difendere centralmente o coprire il possibile scarico in ampiezza su Candreva, ma essendo in inferiorità numerica non può contrapporsi in modo efficace.

IMMAGINE 3 - Il movimento ad aprire la difesa di Caputo, soluzione adottata spesso dagli attaccanti di D'Aversa

 

FASE DI NON POSSESSO PALLA:

Come dicevamo in fase di presentazione del sistema di gioco, nella fase difensiva la Sampdoria si schiera con un classico 1-4-4-2, ideale nel coprire in modo omogeneo sia l'ampiezza che il centro del campo (immagine 4). L'obiettivo non è pressare alto e forte, ma schermare l'avversario, aspettandolo e facendogli fare la prima costruzione coi difensori centrali. Nel momento in cui la palla arriva ai centrocampisti, parte l'aggressione per recuperare palla, cercando di orientare il gioco sulle corsie laterali dove è più facile recuperare il pallone (immagine 5).

IMMAGINE 4 - Classico schieramento senza palla della Sampdoria: 1-4-4-2
IMMAGINE 5 - Appena l'avversario fa arrivare palla ai centrocampista la Samp alza la pressione, crea densità e spinge a giocare sulle corsie laterali

Come un po' tutte le squadre fin qui analizzate, anche la squadra di D'Aversa, nel difendere sulle corsie, sa di poter utilizzare la linea laterale a proprio favore. Dunque permette e, anzi, indirizza lo sviluppo avversario sulle fasce, poi si compatta con tanti uomini per impedire di tornare sugli scarichi centrali (immagine 6). Lo scopo è di recuperare palla in quella porzione di campo, oppure obbligare gli avversari a giocare in alleggerimento sul portiere e mantenere il controllo del campo. 

IMMAGINE 6 - Gioco indirizzato sulle corsie laterali, densità per impedire scarichi per vie centrali

La linea difensiva lavora generalmente su una linea di copertura in marcatura sull'attaccante avversario. Il baricentro della squadra risulta essere basso, quasi attendista, per poi attaccare con grande aggressività nelle uscite, specie coi difensori, con la rotazione del mediano che va a coprire l'uscita del compagno di squadra. Sui calci d'angolo a sfavore, inoltre, la Sampdoria difende per lo più con una marcatura a zona. A seconda, però, delle qualità nel gioco aereo degli avversari, si decide di posizionare uno o più uomini in marcatura a uomo, creando dei duelli in area di rigore (immagine 7).

PUNTI DI FORZA: Squadra abile nelle ripartenze; attaccanti rapidi che si muovono tanto e aprono la difesa; verticalità immediata

PUNTI DEBOLI: Difesa non particolarmente attenta nelle marcature; squadra che se deve fare la partita fa in difficoltà; poca qualità in mezzo al campo


💬 Commenti