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Bologna oppresso dai propri limiti. Mihajlovic è l’uomo giusto nel posto sbagliato

Sinisa Mihajlovic è l'uomo giusto nel posto sbagliato. C'è un «fuori sincro» tra quello che dice lui e quello che fa il Bologna, come succede in tivù quando il collegamento non funziona. Mihajlovic corre, almeno nelle ambizioni. Il Bologna invece è fermo, inchiodato, annichilito, oppresso dai propri limiti. Quarta sconfitta su cinque giornate all'Olimpico, tanti rimpianti ma i rimpianti non portano punti. La zona retrocessione è lì. Ritornello già sentito: «Siamo giovani, cresceremo». Non ora, non qui. Altro ritornello già sentito: «La prestazione c’è stata». Che vuol dire tutto, e non vuol dire niente. Il Bologna si è inceppato, come un dvd scheggiato che balbetta sempre la stessa sequenza. La conseguenza è che il film di questo inizio di campionato non piace ai tifosi, sempre più rassegnati ad una stagione di sofferenza. E chi l'avrebbe detto? Qualcuno sì, in realtà. I problemi sono quelli conosciuti da tempo. Al primo «buuu» degli avversari, il Bologna prende paura, alza le braccia e si arrende. Non serve preparare bene le partite, perché la sensazione è quella di una squadra fragile, insicura, bella quando non serve, come nel primo tempo con la Lazio. A Mihajlovic mancano giocatori fondamentali (Medel, Poli, Dijks), ma questa penuria di alternative non può essere un alibi. Anzi, è un’aggravante. In estate la società non ha provveduto a garantirlo con un organico all'altezza delle ambizioni. Che Mihajlovic si aspettasse di più è assodato, che non riconosca come «suo» questo Bologna è sempre più chiaro. Il rischio è che la distanza tra Mihajlovic e la squadra aumenti, fino a produrre una crepa. Se non si inverte la rotta, il pericolo è concreto. Problema serio: in un campionato falsato come questo dove i cambi sono decisivi, Mihajlovic non ha uomini in grado di ribaltare le partite. Non lo è Santander, non lo è Vignato. Non lo è nemmeno il Barrow attuale, pallida fotocopia dell’implacabile cannoniere della scorsa stagione.
Ah, ultima annotazione: il Bologna di Pippo Inzaghi – dopo cinque giornate nel campionato 2018-19 – aveva fatto meglio di questo, raccogliendo 4 punti, grazie al pari col Frosinone e alla vittoria con la Roma. Questo non significa che quel Bologna era migliore di questo. Significa solo che quel Bologna aveva fatto meglio. E solo a pensarlo non ci si crede.

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